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giovedì 14 gennaio 2010

Marebito ( Takashi Shimizu , 2004 )


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Terrore e follia


Masuoka, cameramen e appassionato di video, vive la sua ossessione alla ricerca dell'immagine che incarni il terrore e la paura, circondato di video e monitor sui quali riguarda tutto ciò che riprende in continuazione camminando per la città con la sua inseperabile videocamera.
Nella metropolitana si trova a riprendere un suicidio apparentemente inspiegabile e nel riguardare le immagini si accorge dello sguardo traboccante terrore del suicida un attimo prima di conficcarsi un coltello nell'occhio. Un fugace sguardo verso la camera sembra indicare a Masuoka la strada per raggiungere la comprensione della paura.
In un viaggio nei sotterranei della metro , dove è convinto si nasconda l'arcano, avrà modo di incontrare strane creature che si muovono nel buio ed una ragazza incatenata che porterà con sè in casa. Scoprirà presto che la ragazza si nutre di sangue umano.
Da quel momento, in una spirale di follia allucinata, il nostro eroe diverrà procacciatore di sangue per la fanciulla, proseguendo il suo personale viaggio verso la pazzia.
All'inizio non sappiamo nulla di lui, ma col procedere della storia, piccoli frammenti ci aiutano a capire da dove provenga il suo stato mentale e come i demoni che si materializzano non sono altro che quelli che albergano nella sua anima, votata ineluttabilmente alla follia.
Il finale , volutamente poco chiaro, si presta ad una libera interpretazione, seppur ammantato di toni bui e di incubi.
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