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domenica 9 ottobre 2011

The One armed swordsman ( Chang Cheh , 1967 )


Giudizio: 9/10
Il mito dell'eroe tragico

Altro imprescindibile paradigma del Cinema wuxia, e di tutto un certo genere che fece la fortuna cinematografica di Hong Kong sul finire degli anni 60 e per tutti i 70, The one armed swordsman (grottescamente titolato in italiano Mantieni l'odio per la tua vendetta), va considerato assolutamente come uno dei capostipiti indiscussi ,oltre che capolavoro assoluto, di Chang Cheh, capace di creare un personaggio che è entrato nella leggenda cinematografica, riferimento di numerosi altri lavori.
L'uomo fedele, valoroso, rispettoso dell'onore mutilato del suo braccio destro costretto a risalire dall'abbisso in cui il suo nuovo stato lo ha gettato e che trova nella sua volontà e nella sua disciplina interiore, oltre che nella sete di vendetta, la forza per poter affermare i valori di cui si fa paladino.
Sono tutte tematiche che fanno parte dei valori cavallereschi che il wuxia conserva nel suo dna, che Chang Cheh ben incastona in un racconto che affianca alle atmosfere cupe un senso di dramma incombente, spesso soverchiante rispetto agli aspetti puramente tecnici su cui si basano le pellicole sulle arti marziali.

mercoledì 21 settembre 2011

All men are brothers [aka Seven soldiers of kung fu] (Chang Cheh , Wu Ma ,1975 )

Giudizio: 7.5/10
La leggenda dei briganti

Ispirato ad uno dei testi più noti e importanti della letteratura cinese  attribuito a Shi Naian nel XIII secolo e ambientato durante la dinastia Sung, tradotto anche in italiano col titolo I Briganti, facente parte del corpus dei Quattro grandi romanzi classici cinesi, il film di Chang Cheh e Wu Ma è un lavoro che risente in maniera totale del clima di epicità di cui è intriso il racconto.
Vi si narra la storia di una banda di fuorilegge il cui compito primario è quello di combattere la corruzione e le ingiustizie, somigliando in questo a tanti eroi della cultura occidentale medievale.
I 108 briganti lanciano la loro guerra contro le truppe capitanate dai generali corrotti che minano l'integrità dell'impero e per far ciò debbono conquistare una città fortificata, ultimo baluardo di difesa prima della vittoria.

giovedì 11 agosto 2011

Shaolin Temple ( Chang Cheh ,1976 )

Giudizio: 7/10
La distruzione del Tempio

Lavoro che temporalmente segue 5 Shaolin master ma che di fatto ne costituisce quasi un prequel visto che quest'ultimo inizia proprio là dove Shaolin Temple termina e cioè con la distruzione del Tempio voluta dalle forze imperiali Qing che consideravano il monastero un luogo di raccolta di ribelli che venivano addestrati alle arti marziali.
I protagonisti sono gli stessi, ma questa volta il film parte da lontano, nel momento in cui tre giovani inginocchiati fuori dal portone del Tempio attendono di sapere se saranno ammessi nel monastero per apprendere i segreti delle arti marziali; fino ad allora le regole iniziatiche  Shaolin vietavano la divulgazione dell'arte ai non monaci.

domenica 17 luglio 2011

5 Shaolin masters ( Chang Cheh , 1974 )

Giudizio: 7.5/10
La leggenda dei cinque fuggiaschi

La leggenda narra che in seguito alla distruzione del Tempio Shaolin ad opera della dinastia mancese Qing avvenuto nel XVII secolo, solo  cinque monaci si salvarono e riuscirono a fuggire, adoperandosi per organizzare la resistenza al potere straniero e diventare gli ispiratori delle scuole di arti marziali cinesi.
Leggenda che ancora oggi è ampliamente diffusa e conosciuta e che colora di epicità la storia e le tradizioni della Cina.
Riferendosi a questo episodio leggendario Chang Cheh dirige un lavoro per la Shaw Brothers che costituisce il tipico paradigma dei film sulle arti marziali prodotti negli anni 70.
I cinque fuggiaschi trovano asilo presso le varie comunità Han che si oppongono al potere manciù e organizzano la resistenza contro un potere imperiale straniero che si avvale di maestri di arti marziali quasi invincibili grazie alle loro tecniche; consci di ciò i maestri Shaolin tornano nelle rovine del Tempio per perfezionare le tecniche che gli permetteranno di affrontare i maestri mancesi con la speranza di sconfiggerli.

mercoledì 13 luglio 2011

Shaolin martial arts ( Chang Cheh , 1974 )



Giudizio: 8/10
L'arte della disciplina


Nella monumentale produzione cinematografica di Chang Cheh, Shaolin martial arts appartiene al ciclo Shaolin dei lavori sul kung fu: a partire dalla distruzione del Tempio da parte dei Mancesi , la riorganizzazione delle scuole trova l'ostacolo dei Qing che vedono i discepoli come dei ribelli restii a sottomettersi al potere Manciù.
Ed infatti la storia prende il via da un'episodio che si verifica durante i festeggiamenti del God of Chilvary in cui due scuole rivali , Han e Manciù appunto, si affrontano a colpi di kung fu; la morte di uno dei discepoli Shaolin diviene il pretesto per i Qing di fare piazza pulita avvalendosi anche della forza e dell'invincibilità di due maestri esperti di tecniche letali.
Ai superstiti non rimane altro che rivolgersi al loro mestro che li invita ad imparare  le tecniche del Wing Chun e  del Tiger Crane che potrebbero portare alla sconfitta della scuola mancese.
Li Yao e Bao Rong  dopo un lungo addestramento potranno finalmente tornare per cercare la vendetta.

venerdì 22 aprile 2011

The blood brothers ( Chang Cheh , 1973 )

Giudizio: 8/10
Ambizione, fratellanza e il diavolo-donna


Chang Cheh è stato uno dei più importanti registi cinesi dell'epoca d'oro dei film con tema le arti marziali, dapprima il più tradizionale wuxia, quindi il kung fu, che lo ha imposto come tra i più profilici autori degli anni 70.
The blood brothers è probabilmente uno dei lavori più conosciuti e più belli, ricco come è di quello spirito cinematografico che ha indelebilmente segnato la storia del panorama HKese e non solo.
In un certo senso è anche un lavoro sui generis, che si discosta dai consueti canoni legati ai film di kung fu, in quanto è pervaso da un certo lirismo e da una riflessione su alcune tematiche che spesso sono accennate nelle pellicole del genere.
Il patto di sangue che lega i due fratelli Wen e Huang, banditi nomadi, al più istruito e colto Ma Xinyi, inizialmente preda delle loro scorribande, si base su un senso dell'onore e del coraggio che unisce i tre personaggi alla ricerca di una esistenza più agiata.
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