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mercoledì 17 ottobre 2018

After My Death ( Kim Uiseok , 2017 )



After My Death (2017) on IMDb
Giudizio: 7.5/10


Sin dalla prima scena After My Death pone le basi per un film in cui il mistero si insinua sottilmente: una studentessa torna a scuola dopo tanto tempo , l’insegnante la presenta ai suoi compagni e la ragazza invece di sedersi al suo posto pronuncia qualche breve frase utilizzando la lingua dei segni, ovviamente non sottotitolata, lasciando così un alone di mistero che solo verso il finale verrà svelato.
La ragazza è Younghee, studentessa dell’ultimo anno di liceo, l’ultima ad avere visto viva Kyungmin, una sua compagna di classe scomparsa che si teme essersi suicidata; Younghee viene anche apertamente accusata di non aver fatto nulla, se non avere addirittura istigato l’amica, a commettere il suicidio, motivo per il quale la mamma dell’amica scomparsa la marca da vicino sperando di ottenere qualche informazione e le compagne di scuola arrivano addirittura a commettere atti di vero e proprio bullismo contro di lei, che d’altronde si dichiara sempre innocente pur lasciando intendere di sapere qualcosa di più sull’amica scomparsa e soprattutto non fa nulla per nascondere un legame con lei che va anche oltre l’amicizia.


Quando Kyungmin viene ritrovata morta, confermando l’ipotesi del suicidio, il cima di avversione intorno a Younghee diventa  ancora più pesante contribuendo alla drammatica evoluzione della storia.
Se la prima parte è strutturata sui ben conosciuti binari del thriller in ambiente scolastico che va a scavare nei tormenti e nelle incertezze giovanili, oltre che sul drammatico problema dei suicidi giovanili di cui la Corea del Sud è tra le nazioni che detengono il triste primato, la seconda parte lascia da parte quanto visto fino ad allora e si focalizza invece sul dramma  personale di Younghee, la depositaria della scelta finale dell’amica; ed è proprio il peso di questa situazione che la ragazza cerca quasi di trasferire alla madre dell’amica che tenacemente continua ad incalzarla sperando di avere una risposta al gesto della figlia: ricevere la confidenza di volere suicidarsi è un po’ come essere partecipi della morte di qualcuno.
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