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mercoledì 5 febbraio 2020

Bait ( Mark Jenkin , 2019 )




Bait (2019) on IMDb
Giudizio: 8/10

In una annata cinematografica come quella del 2019 in cui una delle caratteristiche più nette e piacevoli è stata la buona quantità di opere prima degne di nota, alcune addirittura abbaglianti, il film di Mark Jenkins Bait risulta di certo uno degli esperimenti cinematografici più intriganti e riusciti.
Il giovane regista è una sorta di artigiano del cinema, uno di quei cineasti che sembrano richiamarsi, probabilmente anche involontariamente, a quei personaggi che dell'opera costruiscono ogni più piccolo frammento e che rimangono fortemente legati alla tradizione
Jenkins prima di ancora di scrivere e dirigere un lavoro forte , in alcuni tratti addirittura duro, mette in piedi una operazione che è un omaggio anzitutto al cinema di un tempo, quello quasi pionieristico ben lontano dal digitale sfrenato che si impone oggi: Bait infatti è girato in pellicola, utilizzando una vecchia Bolex 16 mm adeguatamente sporcata per dare quella impressione di cinema d'autore di un tempo, in rigoroso bianco e nero con forte contrasto, riuscendo a non far apparire ciò come una mera operazione stilistica vintage; da quel bianco e nero antico in effetti esce fuori un tratteggio delle scene , delle ambientazioni che si sposano benissimo con una storia di forti contrasti e dissapori , tragica e desolata.


Siamo in Cornovaglia, anche se nel film ciò non viene mai specificato, in un piccolo centro in riva al mare , luogo di villeggiatura e di pesca, dove il progresso e l'incalzare del tempo sta sempre più cancellando le tradizioni locali in favore di una presenza impersonale e volgare nella sua ostentata ricchezza ed estrazione cittadina; tutto ciò ha cambiato profondamente il tessuto della comunità marittima: i pub aprono solo per la stagione estiva, quando i londinesi vengono a villeggiare  nelle case comprate dai pescatori, le barche da pesca vengono riciclate per fungere da imbarcazione da mini crociere turistiche cariche di rozzi ubriaconi di città.
Martin è un aspro pescatore che , al contrario del fratello Steven  che ha riciclato la loro barca da pesca di famiglia per le mini crociere, non si arrende a questa rozza invasione che ha trasformato il loro stile di vita e medita di raccogliere un po' di soldi  per comprare un'altra barca da pesca.
La loro casa di famiglia, dove sono cresciuti coi genitori è stata acquistata per due soldi da una famiglia cittadina che vi trascorre le vacanze e con la quale Martin ha rapporti tutt'altro che sereni, tra piccoli dispetti e discussioni.
Martine e Steven sono i due volti di una comunità che vive il suo senso di smembramento e in cui i più giovani sembrano avere perso ogni legame con la loro storia; inoltre , e nella prima parte la radio che ce ne parla , come costante sottofondo , siamo in epoca di brexit con le paure e i timori che si tira dietro a livello sociale ed economico.
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