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lunedì 29 giugno 2020

Ashfall ( Kim Byungseo , Lee Haejun , 2019 )




Ashfall (2019) on IMDb
Giudizio: 7/10

Dopo avere letteralmente infranto tutti i record del cinema coreano Ashfall diretto dalla coppia Kim Byungseo e Lee Haejun è stato scelto per aprire il  22° Far East Film Festival di Udine , che a suo modo scrive ancora una volta la storia del cinema con la scelta di presentare la rassegna tutta online, un viaggio insomma solo virtuale per questa volta  nella città friulana attraverso la rete che ormai connette tutto il mondo in tempo reale.
Il film, un intelligente mix di fantascienza, dramma, action e disaster movie, si apre con le imagini del disarmo nucleare della Corea del Nord sotto la supervisione degli USA; mancano solo poche testate da rimuovere quando un vulcano, il Monte Paekdu, situauo nei pressi de confine che divide le due Coree e apparentemente silente da moltissimi anni, riprende ad eruttare causando una serie di terremoti devastanti che sconquassano le viscere di tutta la penisola coreana; ma questo è solo l'antipasto, perchè se non si mette in atto qualche soluzione entro pochi giorni il vulcano darà vita ad un'altra terribile e devastante serie di terremoti che porteranno la devastazione totale sia nella Corea del Nord che in quella del Sud.


A studiare il fenomeno per trovare soluzioni che salvino dalla catastrofe viene chiamato il più noto sismologo , il professor Kang che inizialmente si mostra titubante a collaborare per poi accettare senza riserve: la sua soluzione è quella di far esplodere nelle viscere del vulcano un ordigno atomico che annienti la potenza del vulcano.
Il piano messo in atto per effettuare questa operazione ben presto va a gambe all'aria, per cui tutto l'onere dello stesso ricade sulla squadra di artificieri che dovrà nell'ordine:  passare il confine, trovare Ri la spia della Corea del Nord , liberarla dalla detenzione, farsi passare le notizie su come raggiungere l'ultimo sito in cui ancora si conservano le testate atomiche in Corea del Nord, rubarle , portarle all'interno del vulcano e farle esplodere.
Naturalmente le cose non andranno via lisce , e soprattutto il confronto tra Ri e il capitano Jo , l'artificiere a comando della squadra infiltrata nel Nord, animerà tutto il racconto, tra momenti di altissima tensione e di immagini spettacolari; inoltre altre sottotrame irrobustiscono il racconto, soprattutto quella della moglie di Jo, incinta, che non riesce ad essere evacuata e che non sa della missione del marito, e quella della figlia di Ri, unico legame rimasto per l'uomo con il suo paese. 
E' proprio il mescolare generi diversi che fa di Ashfall un lavoro interessante e di indubbia presa popolare: un po' mainstream, un po' kolossal , ma anche buddy-movie con venature nazional popolari attraverso la tematica sempre più presente nel cinema coreano della divisione delle due Coree e del desiderio della popolazione di sanare una volta per tutte questa ferita che dura ormai da tre quarti di secolo, in questo caso particolarmente ben trattata perchè carica di ironia che gioca coi luoghi comuni che emergono dai frequenti confronti serrati  tra Ri e  Jo, così come non guasta per nulla anche un pizzico di autentico sarcasmo quando ci fa vedere le statue dei vari condottieri della patria della famiglia Kim miseramente gettate a terra dal sisma oppure ci raffigura gli americani come i veri cattivi subdoli del film.

martedì 6 aprile 2010

Castaway on the moon ( Lee Hae-joon , 2009 )

*****
Solitudini a confronto

Premessa fondamentale: non lasciarsi fuorviare dalla locandina che indirizza subdolamente verso la commedia idiota e ridanciana, confermando ancora una volta come la scelta dei manifesti per i coreani sia guidata da idee assolutamente balsane. 
Per fortuna la visione rende giustizia a questo film che, miscelando sapientemente commedia e dramma con estrema leggerezza e anche con un tocco di superficialità, risulta una lieta e gradevole sorpresa.
Inizio con Kim che vola giù da un ponte sul fiume Han e ,da mancato affogato, si ritrova su un'isola che sembra sperduta ma che invece giace nel mezzo del fiume, con Seoul lì ad un passo. Da bravo naufrago Kim mette da parte la sua iniziale autocommiserazione, l'idea di riprovare il suicidio con metodi più sicuri, gli impulsi depressivi e , come un Robinson Crosue coreano, inizia la sua nuova esistenza lontano da tutto e da tutti, seppur così tremendamente vicino a quella città e a quella vita che lo ha condotto alla disperazione. Il bisogno stuzzica l'ingegno e Kim saprà costruirsi la sua nuova vita iniziando ad apprezzare tutto ciò che il fiume gli butterà sulla riva.
Dall'altra parte del fiume Kim una ragazza che vive relegata in una stanza da tre anni senza mettere mai piede fuori, la cui vita sociale è fatta solo di chat e di mondi virtuali e bugiardi, grazie al suo hobby di fotografare la luna si accorge casualmente, grazie al potente teleobiettivo, della presenza dell'uomo sull'isola. Spinta dalla curiosità, qualche crepa inizierà a screpolare la sua vita da hikikomori e giungerà a stabilire un contatto con l'uomo grazie a messaggi nelle bottglie e a scritte sulla sabbia.
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