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martedì 30 giugno 2020

The Captain / 中国机长 ( Andrew Lau / 劉偉強 , 2019 )




The Captain (2019) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

L'incidente che si verificò nel maggio del 2018 a bordo di un Airbus di una compagnia aerea cinese mentre era in viaggio sopra l'Altopiano del Tibet e che si concluse con il salvataggio di tutti i passeggeri grazie alle formidabili capacità del comandante e del resto dell'equipaggio, è uno di quegli episodi che non potevano mancare nel festival di eventi da ricordare nella storia della Repubblica Popolare Cinese di cui nel 2019 si sono festeggiati i 70 anni di vita: ed infatti insieme a numerosi altri lavori a forte impronta nazionalistica e rievocativa, è uscito nelle sale cinesi riscuotendo un enorme successo The Captain diretto da Andrew Lau, uno dei registi che più di tutti hanno segnato il cammino del cinema di Hong Kong prima che l'industria mainlander consigliasse alla gran parte dei registi e delle crew di emigrare sulla terraferma e cercare nel ricco mercato cinese la strada per continuare a svolgere il loro lavoro.


Il film di Lau descrive quasi fosse una cronaca quelle poche ore intercorse da quando l'equipaggio giunge in aeroporto a quando scende finalmente dall'aereo costretto ad un atterraggio di fortuna a Chengdu; nel racconto naturalmente vengono create storie e personaggi che in qualche modo fossero l'alter ego dell'equipaggio: figli che tornano dal padre in Tibet, buddhisti che intraprendono il viaggio in cerca di spiritualità, l'anziano militare che come ogni anno va a rendere omaggio ai compagni morti in guerra, famiglie che si trasferiscono, insomma tutto un campionario di umanità che serve a creare quel substrato che permetta il formarsi di una empatia verso i passeggeri e la loro terribile esperienza.
Viceversa, anche dal punto di vista meramente tecnico, l'equipaggio è descritto come un gruppo di grandi professionisti, un mix di esperienza e vigore giovanile, nel quale comunque regna la disciplina e la precisione sul lavoro; in particolare la figura del comandante Liu, un ex pilota e addestratore militare , è disegnata col rigore di rito ( forse anche troppo ...) e con la necessaria professionalità: per lui la tratta da Chongqing a Lhasa, dove sorvolando il Tibet si deve costantemente viaggiare ad altezze ben maggiori del consueto, è un compito routinario , almeno finchè l'incidente con il quale si infrange il vetro della cabina di pilotaggio causando una veloce depressurizzazione all'interno dell'aereo, non impone il ricorso a tutte le conoscenze, alla freddezza e alla capacità di prendere decisioni fatidiche.
Sebbene  come detto il racconto spesso si configuri come una cronaca, Andrew Lau riesce comunque a far sì che la tensione e la suspance salgano in maniera esponenziale, nonostante tutti sapessimo già come sarebbe andata a finire e questo perchè le riprese e l'aspetto più puramente tecnico del film si sono rivelate particolarmente credibili , calandoci all'interno del dramma delle 120 persone a bordo dell'aereo.

venerdì 27 marzo 2015

Look for a Star / 游龍戲鳳 ( Andrew Lau / 劉偉強 , 2009 )




Look for a Star (2009) on IMDb
Giudizio: 5.5/10


Moderna favola romantica a metà strada tra Cenerentola e Pretty Woman , Look for a Star è il classico film da vedere senza chieder nulla: sgombro da pretese autoriali o da ricerca di chissà quali tematiche nascoste, il lavoro di Andrew Lau ha le sue qualità , poche a dire il vero, tra cui quella di esser un film che si dichiara subito e che sgombra il campo da qualsiasi altra aspirazione che non sia l'intrattenimento puro, come spesso sono  le pellicole che vedono la luce in Cina in prossimità delle Festività del Capodanno.


Ricetta semplice e di uso universale: tre storie romantiche in qualche modo collegate tra loro che mostrano sempre due facce della medaglia, ambientazioni molto stilizzate in una Macau  seducente con le luci notturne che richiamano le città europee, un buon cast ben miscelato fra star assolute e ottimi comprimari più qualche comparsata d'autore, un linguaggio senza frontiere quale è quello del sentimento; molto succintamente Look for the Star è questo.

domenica 17 febbraio 2013

The Guillotines / 血滴子 ( Andrew Lau Wai-Keung / 劉偉強 , 2012 )


Giudizio: 7/10
Ghigliottine volanti contro fucili

Dopo un lungo periodo di lavorazione, tra ritocchi alla sceneggiatura a più mani e lentezze produttive, vede la luce uno dei film più attesi degli ultimi anni: Andrew Lau regista e Peter Chan produttore formano una coppia che evoca più o meno recenti fasti cinematografici, motivo per cui l'attesa per l'uscita del loro lavoro era più che giustificata; a ciò si aggiunga che The Guillotines si serve anche del 3D e che il titolo del film richiama a classici della gloriosa Shaw Brothers , chiaro che le aspettative riposte nella pellicola erano consistenti.
La storia si inserisce nel filone dei film storico-epici, ambientata nella Dinastia Qing all'inizio del regno Qianlong che durerà 60 anni e che traghetterà la Cina verso la modernità spinto dalle innovazioni di origine occidentale che si andavano affermando nell'Impero.
Questa è proprio la motivazione per la quale il giovane Imperatore decide di mettere fine alla attività della squadra segreta delle Ghigliottine, un piccolo esercito semisegreto che si era occupato fino ad allora di eliminare gli avversari della corte mancese.
Inviati alla ricerca di Tianlang, ribelle di origini Han che difende gli oppressi, metà profeta , metà guerriero formidabile, i componenti delle Ghigliottine si troveranno presto tra due fuochi: i ribelli da un lato e le forze governative dall'altro che hanno il compito di annientarli.

sabato 31 dicembre 2011

A beautiful life / 不再让你孤单 ( Andrew Lau / 刘伟强 , 2011 )

Giudizio: 6/10
Concentrato di drammi e sventure, ma la vita è bella

Relegato a gloria imperitura per la trilogia di Infernal Affairs di cui è coregista insieme ad Alan Mak, Andrew Lau ha imboccato da diverso tempo ormai la strada del film commerciale definito in senso lato mainstream e anche l'ultimo lavoro, A beautiful life , non sfugge a questa tendenza.
Sicuramente Lau sa come accalappiare lo spettatore, mettendo in scena due attori tra quelli che vanno per la maggiore, imbastendo una storia che colpisce emotivamente (anche troppo probabilmente) e come se non bastasse inserisce nel cast niente meno che un pluricampione olimpico cinese, Tian Liang,alle prime apparizioni come attore.

martedì 21 giugno 2011

Confession of pain ( Alan Mak , Andrew Lau , 2007 )

Giudizio: 6/10
Atmosfere da noir per un thriller capovolto

E' un film a metà strada tra il noir e il thriller il lavoro dell'accoppiata Mak-Lau che inevitabilmente non può sfuggire al paragone con la trilogia di Infernal Affairs che ha visto per la prima volta insieme sul set i due registi: nonostante il tentativo di richiamare, sia nelle atmosfere che nelle tematiche, le pellicole precedenti, Confession of pain è opera che ,pur presentando qualche pregio, non raggiunge assolutamente quei livelli artistici.
La sua faccia bifronte da un lato mostra aspetti belli laddove gioca con le atmosfere da noir cupo, dall'altro perde di sostanza quando si incanala nel thriller, molto sui generis visto che la struttura tipica che crea la suspance è ben presto stravolta dalla scoperta del responsabile del delitto.
Hei e Bong lavorano assieme nella polizia e li vediamo da subito, nella sera di Natale, impegnati in un appostamento e nella caccia di un malvivente, introduzione tutta giocata sulla creazione di una atmosfera fatta di dialoghi, di whiskey on the rock e di confidenze.

mercoledì 27 aprile 2011

Dance of a dream ( Andrew Lau , 2001 )

Giudizio: 6.5/10
Il ballo per raggiungere un sogno


Un anno prima di dirigere quello che forse è il suo lavoro più conosciuto, Infernal affairs, Andrew Lau si cimenta in questa commedia brillante, film di poche pretese al di là del puro intrattenimento che possiede il pregio di dichiararsi subito, senza raggiri e senza inganni; la danza come mezzo per far materializzare i sogni , vista con gli occhi di una cenerentola moderna che si trasforma, inseguendo il suo sogno nascosto, da cameriera in brillante ballerina.
Non manca naturalmente il principe azzurro, nei panni del maestro di danza, bravo e in perenne crisi finanziaria cui la fortuna porta in dote come allieva una ricchissima donna d'affari che risolve i suoi problemi economici.
Lieto fine assicurato ( ed esplicitamente dichiarato da subito) tra balli, luci natalizie, baci e abbracci.

giovedì 11 febbraio 2010

Infernal affairs ( Andrew Lau , Alan Mak , 2002 )

*****
Identità smarrite e ritrovate

Sta tutto nel solco del grande cinema noir HKese tracciato da John Woo prima e da Johnny To poi questo film firmato dalla coppia Lau-Mak: la infinita guerra tra triadi e polizia stavolta si gioca a colpi di infiltrati e di colpi bassi in una Hong Kong affascinante, sfarzosa , patinata (forse anche troppo), fotografata con una bravura tecnica impressionante.
I boss reclutano giovanotti da infiltrare nella polizia attraverso l'accademia, istruendoli quasi come  potrebbe fare un sergente dei Marines; la polizia risponde con la talpa di cui nessuno conosce l'esistenza se non l'unico adibito a mantenere il contatto.
Yan e Ming, poliziotto vero uno , infiltrato della mafia l'altro ,sembrano proprio le due facce di una stessa medaglia che giacciono però su due barricate diverse, svolgono il loro lavoro egregiamente al servizio del boss  e del sovrintendente Wong; è la solita vita segnata , ingessata, dalla quale non è possibile liberarsi.
Quando il sospetto serpeggerà da entrambe le parti, i due si troveranno ancora sulla stessa barca decisi a difendere il proprio ruolo e la vita agendo con scaltrezza spinti dalla forza della disperazione.
Yan perderà il contatto che per lui vale più della sua vita, essendo il depositario della sua identità e pensando di avere di fronte l'unica sua salvezza, finirà nelle spire di Ming, il finto poliziotto, che vuoi per ambizione , vuoi forse per un rigurgito di dignità e di libero arbitrio sembra volere saltare il fosso e tornare al suo ruolo di poliziotto vero. Ma l'affare è infernale, appunto. Un piccolo, insignificante particolare che scoprirà Yan svelerà ai suoi occhi e, di conseguenza a quelli di Ming , che la via ormai è stata tracciata ed abbandonarla sarà impossibile.
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