Giudizio: 9/10
Pur essendo passato un po' di soppiatto nella sezione Orizzonti della Mostra Cinematografica di Venezia del 2022, verosimilmente a causa della considerevole durata che avrà scoraggiato di certo i meno coraggiosi, Trenque Lauquen è alla fine risultato come uno dei film più interessanti grazie ai giudizi lusinghieri raccolti negli altri Festival e presso le associazioni di critici, ottenendo dal prestigioso Cahiers du Cinema, addirittura il titolo di miglior opera del 2023.
Ed in effetti, a prescindere dal gradimento che può aver ricevuto o meno, il film della regista argentina Laura Citarella è veramente un'opera di grande respiro, ambiziosissima, che sembra avere tra le prime finalità quella di coagulare in un corpo unico i vari aspetti dell'arte che vanno dalla letteratura alla poesia fino alle arti più propriamente visive come il cinema.
Vero che la durata di ben oltre quattro ore potrebbe scoraggiare se non corazzati da una forte curiosità , ma , e questo è uno dei grandi pregi dell'opera, il tempo, in Trenquen Lauquen diventa un parametro molto vago e dilatato e questo sin dall'inizio quasi a mettere da subito le carte in tavola.
Il film è prodotto da El Pampero Cine , casa di produzione indipendente argentina divenuta il nucleo intorno al quale si è coagulata una schiera di registi che hanno aperto la strada a questa nuova stagione del cinema del loro paese, quasi un collettivo che trova nella idea di cinema personale il suo comune denominatore; la Citarella è una delle figure eminenti di questo movimento che ha in Mariano Llinas la figura forse più nota a livello internazionale, sebbene un po' tutti i rappresentanti abbiano raccolto in giro per il mondo svariati riconoscimenti.
Il preambolo era necessario perchè Trenque Lauquen è opera che si distacca e di molto dai canoni più tradizionali, quasi un manifesto di una nuova forma di linguaggio artistico espressione di una ideologia cinematografica improntata alla grande libertà formale.
L'opera si compone di due parti, chiara necessità distributiva che ha ingenerato anche qualche equivoco, ma è chiaramente un corpo unico, e poi a sua volta suddivisa in una dozzina di capitoli , che come ha affermato la regista in una intervista , dovevano dare al film una impronta "mutante" , nel senso che i racconti si aprivano e si concludevano con il capitolo, cosa che effettivamente non avviene in maniera così netta.
La storia è imperniata su Laura una botanica che sta per prendere servizio presso l'università e che è partita alla ricerca di una pianta in una zona della pampa distante circa 500 km da Buenos Aires, appunto nella cittadina di Trenque Lauquen; qui viene coadiuvata da un autista factotum che le ha messo a disposizione la municipalità per aiutarla nelle sue ricerche.
Il film si apre con il fidanzato di Laura e Chicho, il suo aiutante che partono alla ricerca della donna di cui si sono perse le tracce.
Rimanendo stringati al massimo, anche perchè altrimenti si rischia ben oltre che lo spoiler selvaggio, veniamo a sapere che Laura ha scoperto casualmente attraverso dei libri presi in prestito un carteggio segreto amoroso clandestino di una cinquantina di anni prima tra una insegnante del luogo e il padre di uno dei suoi allievi , un italiano sposato, che la incuriosisce e di cui mette al corrente Chicho, con il quale nel frattempo sembra instaurarsi un rapporto amoroso, al momento di terminare la sua missione Laura si trova coinvolta in una storia dai contorni sovrannaturali-fiabeschi riguardanti una creatura avvistata e catturata nella laguna; con un finale dilatato e ambiguo , possiamo forse capire o intuire cosa sia successo alla donna , anche perchè attraverso un meccanismo narrativo mirabile noi vediamo come fosse presente tutto ciò che invece è passato e soprattutto raccontato.
