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lunedì 25 gennaio 2021

So She Doesn't Live ( Faruk Lončarević , 2020 )

 




Tako da ne ostane ziva (2020) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Uno degli episodi di cronaca nera più efferati avvenuti in Bosnia nel dopoguerra è il centro del racconto del film del regista bosniaco Faruk Lončarević, presentato in anteprima al Trieste Film Festival, un racconto dietro al quale si cela, e neppure con troppo mimetismo, uno sguardo piuttosto severo sulla società bosniaca recente e sulla sua storia.
La protagonista è Aida una giovane operaia che ha da poco rotto i rapporti col suo fidanzato coetaneo Kerim, un violento e instabile psicologicamente molto vicino alla malattia mentale vera e propria; la donna cerca una nuova vita con il suo nuovo fidanzato, di alcuni anni più anziano di lei e che tenta anche di proteggerla dalle manovre da stalker che l'ex fidanzato mette in atto.
Desiderosa di cambiare vita Aida vorrebbe abbandonare la fabbrica dove lavora all'interno della quale si mescolano le storie di tutti i giorni delle operaie, tutte ben lungi dall'esser l'emblema della felicità e della realizzazione.
Decisa a mettere fine una volta per tutta alle persecuzioni di Kerim , Aida accetta di incontrarlo per dare il taglio definitivo, ma questo si rivelerà presto una trappola micidiale dalla quale la ragazza non riuscirà a fuggire.



L'intento del regista  appare quello di raccontare uno spaccato di una società bosniaca contemporanea nella quale le inevitabili ferite della guerra sono ancora fresche e all'interno del quale si inserisce una storia di violenza sopraffazione e disprezzo della quale è vittima Aida, donna in cerca di emancipazione da vecchi schemi semi-tribali e per questo facile bersaglio.
Soprattutto in un finale che da un lato appare raggelante e dall'altro però un po' troppo pretenzioso, tutto sembra convergere in una descrizione di un mondo ancora minato dalla violenza , lungo strascico degli eventi storici recenti.
E' la atroce storia di Aida un qualcosa che possa in qualche modo presentare un legame con le atrocità della guerra?  Il lungo finale, all'apparenza piuttosto inorganico, sembra propendere per questa teoria: un paese che ancora non è riuscito a darsi delle regole civili e ad assicurare una vita dignitosa; negli stessi giorni in cui si consuma il dramma di Aida il tribunale dell'Aja condanna Radovan Karadzic a 40 anni di galera per crimini di guerra e il resoconto del processo da fa da sottofondo al finale del film e alla storia della ragazza.
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