Giudizio: 6.5/10
Mentre tutto il paese seguiva con inaudita passione ed interesse le sorti della nazionale di calcio impegnata nella finale per il terzo posto dei Campionati del Mondo di calcio disputati proprio in Corea del Sud, nelle acque contese del Mar Giallo, a cavallo di quella Northern Limit Line che costituisce da anni motivo di disputa tra le due Coree, si svolgeva quella che passò poi alla storia come la seconda battaglia di Yeonpyeong, giunta al culmine di mesi di scaramucce dimostrative ma , fino a quel fatidico 29 giugno, innocue da almeno tre anni subito dopo un episodio analogo che viene ricordato come prima battaglia di Yeonpyeong.
Il film di Kim Hak-soon, uno dei più grandi successi della stagione cinematografica coreana, racconta quel tragico evento che si concluse con la morte di una ventina di soldati , da ambo le parti, e svariate decine di feriti, ma lo fa in maniera tutto sommato poco spettacolare, non delegando cioè alle immagini della battaglia, tutto il cuore narrativo del film.
Per ben oltre la metà del film infatti vediamo in rassegna i vari personaggi che saranno poi i tragici protagonisti, raccontati con la finalità di mostrarceli nei loro aspetti più umani, quasi spogliandoli della divisa: l'ufficiale in comando che vuole seguire le orme del padre ed ottenere quanto a lui non fu concesso per un peccato di sensibilità, il giovane dentista appena arrivato a bordo, l'ufficiale dallo sguardo duro ma che nasconde una profonda umanità, storie personali piccole, di giovani come tanti.