Parigi, i suoi quartieri e l'amore
L'esperimento , ardito a dire il vero, può dirsi riuscito: mettere insieme una ventina di registi europei e non , dare loro 5-6 minuti per descrivere Parigi "citta dell'amore" , ambientando le loro storie in quartieri diversi che danno il titolo al corto.
Non era facile uscire dagli schemi paesaggistici-turistici e dall'abusato concetto di Parigi spettatrice di amori impossibili e passionali, ma gli episodi, quasi tutti, hanno schivato questa doppia trappola.
Inoltre abbiamo anche avuto il privilegio di assistere i fratelli Coen per la prima volta all'opera in un corto, raccontando una storia come al solito estrema , ambientata dentro la stazione delle Tuileries, in cui uno stralunato Steve Buscemi non dice una parola ma in compenso, nell'ordine e in rapida successione, incrocia lo sguardo di una giovane intenta in effusioni amorose con l'esuberante fidanzato, si becca una valanga di insulti poi un bacio in bocca (con la lingua) dalla ragazza, un po' di cazzotti e si ritrova sommerso di souvenir del Louvre che aveva appena acquistato.
Gli altri episodi ondeggiano tra il melo spinto di Iasabel Coixet (Bastille) all'insinuante e ammiccante Le Marais di Gus Van Sant , dal dovuto omaggio di Christopher Doyle a Chinatown ( Porte de Choisy) all'onirico Place des victoires di Nobuhiro Suwa, dal divertente, tenero e giocoso Parc Monceau di Alfonso Cuaron girato in un unico piano sequenza al drammatico e commovente Place des fetes di Olver Schmitz, per finire al Quartier Latin in cui un Depardieu regista e attore si cimenta con la coppia Gazzarra-Rowlands, coniugi in fase di di separazione ma ancora molto complici.