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martedì 7 gennaio 2014

Out of Inferno / 逃出生天 ( Danny Pang / 彭發 , Oxide Pang / 彭順 , 2013 )

Giudizio: 5/10
C'era una volta l'Inferno di Cristallo...in Cina

Abbandonando per una volta il loro cinema fatto di storie in cui il soprannaturale ha sempre avuto un ruolo dominante, i fratelli Danny e Oxide Pang si cimentano stavolta in una produzione ambiziosa, spettacolare arricchita dal 3D ad impronta catastrofica: troppo facile tornare con la memoria a quaranta anni fa quando L'Inferno di Cristallo, zeppo di star hollywoodiane, pose le basi del genere.
Qui stavolta siamo a Guanzhou in Cina, e per certi aspetti il film tutto può apparire come un gigantesco spot dei Vigili del Fuoco di quella città; i due fratelli protagonisti del film sono entrambi pompieri, le loro strade si separano quando gli attriti tra i due portano il più giovane ad uscire dal servizio e intraprendere la via del libero imprenditore in servizi di sicurezza anti-incendio, mentre l'altro, ligio al dovere, rimane in forza ai pompieri.
Quattro anni dopo il prologo li ritroviamo: il grande centro commerciale situato in un grattacielo sta per far entrare in funzione il suo sistema anti-incendio gestito dall'azienda dell'ex pompiere; il fratello invece è combatutto tra il rassegnare le dimissioni e continuare, spinto dal dovere, nella sua attività.

lunedì 23 luglio 2012

Fairy tale killer / 追凶 ( Danny Pang / 彭發 , 2012 )

Giudizio: 7/10
Le favole che uccidono

Meno prolifico del fratello Oxide, Danny Pang ha comunque lasciato traccia nei lavori di genere in cui la coppia dei fratelli si è cimentata per tanti anni e in questo Fairy tale killer mette in scena un thriller per molti versi classico che attinge a piene mani ai canoni del filone: c'è il killer spietato che agisce in una bizzarra maniera, c'è il detective dalla vita privata segnata e sull'orlo del baratro e quella professionale sul filo del rasoio, ci sono sviste investigative, omissioni, insabbiamenti, ci sono disegni frutto di menti devastate nei quali risiede l'enigma e c'è un pericoloso collimare di vita privata e attività investigativa che porta il poliziotto a confrontarsi con se stesso uomo di legge e uomo di famiglia.
Le favole del titolo danno una traccia psicoanalitica al racconto che affonda le sue lontane origini in soprusi infantili e in slanci di solidarietà malata , ma è anche un modo per instillare dubbi e interrogativi sulla diversità che nasce dal disagio ed in questo aspetto il film trova probabilmente i suoi momenti migliori, quando cioè si allontana dalla trama del classico thriller  ( la scena della barchetta costruita coi rifiuti è ad un passo dal commuovere).

martedì 3 aprile 2012

The child's eye / 童眼 ( Danny Pang , Oxide Pang / 彭發 , 彭順 , 2010 )

Giudizio: 6.5/10
Ancora fantasmi in cerca di pace

Richiamando, ma solo col titolo, il loro lavoro più famoso, i fratelli Pang dirigono quello che dovrebbe passare alla storia come il primo horror in 3D asiatico.
Operazione dall'indubbio valore commerciale, con un ben identificato target di utenza ma che nel fondo rimane pienamente coerente con la concezione cinematografica dei due fratelli registi.
Storia semplice, direi banale, situazioni preparatorie che costruiscono il nucleo centrale del film, quasi completamente privo di attinenza con quanto visto nella restante ora di svolgimento, abbondanza di effetti speciali ad uso e consumo del 3D, tematiche consuete come la morte, la dannazione dell'anima, il rimorso, la nascita e l'aldilà, fantasmi racchiusi nel loro copro ed impossibilitati a lasciare la vita terrena a causa dei loro sentimenti, sprazzi di ironia e divertimento: questo è The child's eye, pellicola che soprattutto nella mezzora finale è comunque capace di regalare bei momenti non solo dal punto di vista visivo.

domenica 27 giugno 2010

The eye ( Oxide Pang, Danny Pang , 2001 )

*****

Rivisitazioni cinematografiche
L'occhio che vede gli spiriti

La ri-visione di The eye conferma quelle che furono le prime impressioni : una buona idea, ottime capacità visive dei fratelli Pang , grazie ad una regia che tecnicamente si fa apprezzare, sviluppo della storia molto zoppicante , nonostante un indubbio concentrato di tensione.
Il cinema orientale ha sfornato da allora decine e decine di lavori incentrati su storie di fantasmi più o meno vendicativi, spesso film di scarsa qualità, ed in questo The eye si contraddistingue in quanto nel complesso va valutato come un film buono, soprattutto riguardo alle capacità dei registi nell'offrire una pellicola dal buon impatto visivo, che si avvale , soprattutto all'inizio, dell'immagine sfocata (proiezione degli occhi ancora convalescenti della protagonista) per infondere un senso di inquietudine e di suspance.

lunedì 21 dicembre 2009

Bangkok dangerous ( Oxide Pang Chun , Danny Pang , 1999 )


*****
I tormenti di un killer

Storia nerissima di killer e di sangue, girata a ritmo ora di videoclip frenetico, ora a ritmo di lento da pianobar; viene narrata la storia di Kong , killer spietato che trova nel suo talento balistico la rivincita di una vita da emarginato, lui sordomuto e deriso fin da bambino, asceso al rango di efficacissimo e ben pagato assassino su commissione.
Come tutti i killer che si rispettano sa esser molto professionale, privo di emozioni, chiuso nel suo mondo privo di suoni e di parole, affiancato solo dalla compagnia e dall'amicizia di Jo e della sua donna Aom che furono i primi ad accorgersi del talento del giovane Kong, allora addetto alle pulizie del poligono di tiro.
Quando la malavita rivolgerà la sua perniciosa attenzione su Aom prima e su Jo poi, Kong si troverà ad affrontare la situazione rivolgendo l'arma contro quelli che erano i suoi datori di lavoro; ma lo squarcio decisivo sulla coscienza del killer sarà procurata da Fon , giovane ragazza che si interesserà a lui e che gli offrirà la sua compagnia "pulita" per lo meno fino a quando non scoprirà il suo lavoro.
Il finale drammatico , tinto di melodramma, ma senz'altro molto bello ci regalerà l'ennesimo ritratto di killer che sotto la dura scorza nasconde un animo incline ai buoni sentimenti, un aspetto che forse nessuno aveva portato alla luce .
Il film dei fratelli Pang, che poi andranno avanti negli anni seguenti con luci ed ombre (compreso il remake americano di Bangkok dangerous) è un bell'esempio di noir e di action movie, che si lascia apprezzare anche per la scelta tecnica di ripresa, per i suoi repentini cambi di ritmo, per l'uso dei rapidi flashback sempre azzeccati ed esplicativi e per una regia attenta ed efficace.
Il personaggio di Kong è molto ben costruito, credibile, rappresentato nel suo mondo asettico che gli permette di non avere sentimenti, una sorta di autismo emozionale che si frantuma nel momento in cui se non proprio l'amore, almeno l'affetto inizia a farsi strada dentro di lui portandolo al pentimento finale.
Peccato solo avere insozzato questo lavoro valido curando anche il remake stelle e strisce che nulla ha da spartire con questo: almeno questo i fratelli Pang avrebbero potuto lasciarlo fare ad altri.
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