Giudizio: 8/10
Una donna di mezza età si guarda allo specchio, la sua attenzione cade sulle sue mammelle ancora belle floride e dai contorni armonici, il suo sguardo fa trapelare un contenuto compiacimento salvo poi fissarsi quasi nel vuoto; è proprio attraverso le mammelle di Milena che Mirjana Karanovic ( la proprietaria stessa delle mammelle), magnifica e stimata attrice serba, qui al suo debutto come regista, costruisce la sua metafora sulla Serbia di oggi, ancora, dopo molti anni , alle prese con gli esiti, soprattutto morali, della guerre balcaniche.
Milena ha una bella famiglia, un marito premuroso, una bella casa poco distante da Belgrado, due figli poco più che adolescenti che vivono ancora con lei e una che vive nella capitale impegnata nelle tante associazioni che si occupano di portare alla luce i crimini di guerra, un gruppo di amici con i quali trascorrono piacevoli giornate in allegria.
Un quadro quasi idilliaco insomma almeno fino a quando insorge il sospetto prima e la certezza dopo avere eseguito gli accertamenti, di un cancro alla mammella; presa da una frenesia di iperattività Milena riesuma da un ripostiglio le vecchie divise di guerra di Vlade, suo marito, cosa che suscita in lei qualche turbamento che diventa vera angoscia nel momento in cui scopre su una vecchia videocassetta, che nella prima parte contiene immagini felici della famiglia di molti anni prima, una ripresa che raffigura il marito ed alcuni suoi commilitoni in una operazione di guerra condotta contro i civili bosniaci.
Quello che sembrava un quadro perfetto in poco tempo si trasforma nella descrizione di un incubo, dove nulla di quello che si vede in superficie è reale: i vecchi amici commilitoni sono legati tra loro solo dall'omertà , dalla paura e dal disprezzo reciproco, le loro famiglie sono un covo di rancore e di crudeltà che sfocia nella pazzia,lo stesso sentimento di Milena di assoluta devozione verso il marito altro non è che una paura ancestrale di rimanere da sola. E poi c'è il cancro, la metafora della Serbia attuale, l'organo femminile per eccellenza, quello che più di tutti descrive il legame tra madre e figli che può tornare ad essere un simbolo di ricchezza e di floridità sono estirpando la malattia che altrimenti lo corroderebbe fino alla morte.