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giovedì 10 luglio 2014

Animal Town ( Jeon Kyu-hwan , 2009 )

Giudizio: 8.5/10

Il secondo capitolo della Trilogia d'esordio di Jeon Kyu-hwan dedicata a racconti di vita ambientati a Seoul si presenta di spessore ben superiore rispetto a Mozart Town che apriva il trittico: le incertezze e i simbolismi a volte confusi che caratterizzavano la prima opera lasciano in Animal Town il passo ad un racconto duro, potente, alienato nel quale è ben strutturata la poetica del cinema del regista coreano e che troverà in The Weight la sua assoluta affermazione.
Jeon ama raccontare storie disperate, di emarginati, cariche di squallore e di solitudine calate in un ambiente urbano che accentua l'isolamento e  sbatte in faccia ai protagonisti la loro solitudine.
Animal Town è una storia di mondi isolati che lottano per la sopravvivenza e che entrano in rotta di collisione, in un ambiente che accentua il disagio, dove dominano le periferie abbandonate, sporche, quelle dei diseredati e dei morti di fame.

domenica 25 maggio 2014

Mozart Town ( Jeon Kyu-hwan , 2008 )

Giudizio: 6.5/10

Mozart Town è il lavoro di esordio, primo capitolo di una trilogia imperniata sul ritratto della vita cittadina a Soul, del regista di The Weight, uno dei lavori coreani più belli degli ultimi anni, forte della sua cupezza e del grigiore esistenziale dei suoi protagonisti.
Per tale motivo la curiosità di vedere il regista all'opera alle origini della sua carriera cinematografica era fortissimo, soprattutto perchè Jeon è autore molto defilato rispetto sia al filone supercommerciale che a quello con pretese autoriali che domina in Corea.
Il racconto parte con l'arrivo a Seoul di una giovane dell'est europeo che ha ricevuto un incarico annuale di insegnamento musicale: la ragazza è una pianista che ha studiato ed interpreta soprattutto Mozart, quindi il primum movens del film sembrerebbe risiedere in una visione urbana che in qualche modo viene filtrata dalla musica del grande compositore, un parallelismo tra la poetica mozartiana , insita soprattutto nelle sonate al piano, e il tessuto cittadino.

lunedì 5 maggio 2014

The Weight ( Jeon Kyu-hwan , 2012 )

Giudizio: 8/10

Jung è gobbo, malato di tubercolosi e tormentato da una grave forma di artrite, lavora in una morgue dove ricompone cadaveri, li ripulisce, li trucca e li prepara per la bara; svolge il suo lavoro con meticolosità e passione e vive tutta la sua vita all'interno della camera mortuaria.
L'inizio del film dove vediamo scorrere immagini solari di spiagge e di città in festa è un lavoro di sottrazione: " Questo non è il mondo in cui lui vive" recita la didascalia al termine della breve introduzione; ben presto ce ne rendiamo conto; la vita nella morgue scorre tra realtà e fantasie malate su un piano in cui è difficile capire dove finisce l'una e comincia l'altra. 
I morti hanno la loro breve storia, i visitatori sembrano uscire a loro volta da un incubo o dal più strambo dei sogni, la sala settoria diventa una sala da ballo in cui i corpi nudi dei cadaveri si animano nella danza.
Unico legame di Jung è la sorellastra, ex fratellastro, ora transgender a tutti gli effetti che aspetta solo di recidere quello che ha tra le gambe per liberarsi definitivamente dal corpo maschile che odia : solo per lei sembra provare qualcosa che sia simile ad un sentimento d'amore, dopo che la sua esistenza è stata solo orfanotrofio e sfruttamento, nascosto al mondo per il suo aspetto.
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