Produzione dai connotati kolossal a cura della Bona Film, specializzata negli ultimi anni nelle coproduzioni Cina-Hong Kong, film dal budget sterminato che getta sul tavolo l'accoppiata Fan Bingbing-Huang Xiaoming con il supporto di Vincent Zhao, la regia di Jacob Cheung e addirittura la supervisione artistica di Tsui Hark, The White Haired Witch of the Lunar Kingdom è probabilmente l'esempio più lampante della tendenza in auge in Cina di combattere la cinematografia americana maistream sul piano delle megaproduzioni.
Il film in effetti ha ottenuto un grosso successo commerciale, forte anche dell'apporto dato dal 3D, ma come spesso accade in questi casi, a meno che la pellicola non sia plasmata da personaggi quasi infallibili come lo stesso Tsui Hark ad esempio, la qualità artistica complessiva non risulta di quelle da tramandare ai posteri.
Risultato di tutta l'operazione è un film con mirabilie tecniche, impressionanti lavori di grafica digitale ma non sorretto da un livello narrativo adeguato, per cui The White Haired Witch è lavoro tipico da famiglia al cinema con pop corn e coca cola che si vede anche piacevolmente a livello di intrattenimento, ma che , ne siamo ben certi, non lascerà minima traccia nel tempo.