Giudizio: 6.5/10
Un uomo ritorna a casa, ma l'ambiente che trova , si capisce subito è ostile, freddo, provato da un momento storico pesante e drammatico: la Spagna del franchismo post bellico, delle ferite della guerra, della guerra civile, delle persecuzioni, un paese dove persino la contrapposizione tra ricchi e poveri è in bilico su una sottilissima linea di demarcazione.
Il ritorno dell'uomo protagonista del racconto, chiaramente un antifranchista militante, diventa per il regista galiziano Eloy Enciso l'occasione per riflettere su quegli anni della storia spagnola, che per molti ancora oggi fanno sentire il peso delle ferite che hanno dolorosamente procurato in una società che quando attraversa periodi di crisi, quale sono quelli degli ultimi anni, si volta indietro e torna ad interrogarsi su un passato che riporta a galla domande cui evidentemente non sono state date ancora risposte esaurienti.
Ecco che la carrellata che ci propone Enciso, attraverso il vagare dell'innominato protagonista tornato a casa, comprende una coppia di mendicanti sui gradini di una chiesa , un falangista arricchito e pronto ad emigrare in America, una vecchia che aspetta alla stazione del bus e che vuole vivere e non assistere alle guerre che portano via i mariti e i figli, una accolita di franchisti che esalta il Caudillo e che disquisisce su chi è ricco e chi è povero, una donna sfuggita alla morte nelle galere franchiste che racconta la sua storia, un uomo che ricorda come la guerra sia semplicemente una somma di paure tra le quali quella di avere paura è la più grande e per finire un lungo sottofinale girato interamente in un bosco nel quale il nostro protagonista sembra essersi perso mentre ascoltiamo racconti e lettere in prima persona di altri deportati durante la guerra civile.
Endless Night è costruito su una struttura tripartita: tre capitoli che non sembrano avere una importanza fondamentale nello sviluppo della storia; ma di certo col terzo segmento Enciso mette in campo una ricerca poetica della memoria, a tratti quasi estenuante nel suo lento incedere.
Tutto il film è di fatto uno sguardo sulla memoria, sulla storia, sulle persone che quella storia hanno vissuto e soprattutto sulle profondissime ferite che l'epoca franchista post bellica ha lasciato sul tessuto sociale del paese: utilizzando una narrazione minima, una fotografia che utilizza quasi esclusivamente le tonalità notturne e tetre , Enciso costruisce una racconto silenzioso, buio e cupo che emana dolore che per alcuni momenti diventa forma artistica tendente alla pura astrazione, uno sguardo gettato indietro dal quale non sembra ottenere risposte certe.
