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giovedì 23 novembre 2017

Silent Mist / 沉雾 ( Zhang Miaoyan / 章淼焱 , 2017 )



Giudizio: 7.5/10

Se è vero che la cinematografia cinese, soprattutto negli ultimi due anni, ha privilegiato le grandi produzioni, i blockbuster, le coproduzioni faraoniche che hanno permesso al mercato cinese di raggiungere ormai i livelli di quello americano e indiano, è altrettanto vero che , seppur stritolati dai lavori mainstream e ad alto budget, i cineasti indipendenti hanno trovato comunque il modo di mantenere una qualità elevata delle proprie opere, anche grazie al decisivo apporto di produzioni europee (francesi in primis) o al patrocinio di Festival , quale quello di Busan , ad esempio, che offre un importante appoggio a questo Silent Mist, quarto lavoro di Zhang Miaoyan.
Presentato proprio al Festival che si svolge nella città coreana, il lavoro di Zhang è una affascinante e al contempo dura disamina della società cinese  contemporanea, uscita profondamente trasformata dal passaggio tra collettivismo e sfrenato individualismo.
Zhang decide di raccontare un brandello di storia della Cina rurale di provincia, attraverso un racconto che si tinge di thriller, all'interno del quale però sono insite tenacemente tematiche sociali e politiche.


Lo sguardo del cineasta cinese è alquanto originale grazie ad una serie di scelte tecniche e narrative molto personali che conferiscono all'opera una impronta senz'altro autoriale tutt'altro che fine a se stessa.
Già la lunga scena iniziale introduttiva è un piccolo saggio di cinema: dapprima un piano sequenza da una barca che percorre il fiume su cui si adagia la cittadina, poi un altro lunghissimo piano sequenza in cui la macchina da presa segue da presso dapprima un uomo con uno strano mantello, poi una giovane donna, quindi due studentesse  lungo i porticati che fiancheggiano il fiume tra banchi che espongono svariate specialità culinarie.
Una introduzione che anche grazie alla fioca luce che illumina la scena e alla leggera nebbia che sale dal fiume ci porta nel centro della storia, ispirata a fatti realmente accaduti e incentrata su una serie di aggressioni a sfondo sessuale subita da alcune giovani donne.
Nottetempo lo stupratore seriale compie il suo gesto esecrabile in una città che sembra avvolta da una nebbia che non è solo quella del fiume , ma soprattutto quella che circonda la popolazione che con la sua acida omertà e acrimonia offre riparo alle gesta dello stupratore.
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