I demoni che mangiano il cuore
Segno di una Cina che cambia, Painted Skin, film del 2008, è un lavoro che va ad affondare le sue radici narrative in un ambito, quello del soprannaturale abitato da fantasmi e da superstizioni, verso il quale la censura ha sempre fatto cadere la sua immancabile scure (così come il sesso e crime story oltre ai film di denuncia sociale), che però è parte fondamentale nella storia e nelle tradizioni della cultura cinese, affrontato sempre solo e soltanto da produzioni HKesi, come fu l'omonimo titolo del 1993, ispirato anch'esso alle novelle di Pu SongLing.
Se vogliamo usare come modello narrativo quello che a tutt'oggi rimane il totem cinematografico del genere, A Chinese Ghost Story di Ching SiuTung con Tsui Hark produttore, dobbiamo dire con non molta acqua è passata sotto i ponti, risultando quest'ultimo ancora una bella spanna superiore a Painted Skin, che da parte sua offre una rilettura della storia molto più in chiave fantasy, con qualche sprazzo di azione e con l'inevitabile corredo romantico-sentimentale, affrontato con il consueto tradizionale gusto cinese.
