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domenica 14 marzo 2010

[REC]2 (Jaume Balaguerò, Paco Plaza , 2009)

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Ancora quel vecchio palazzo di Barcellona...

Sono passati  due anni dal primo capitolo di quella che ha tutta l'aria di diventare una saga, ma nel vecchio palazzo di Barcellona è trascorso solo un quarto d'ora da quando Angela viene trascinata via nell'immagine finale che chiude [REC].
Le truppe speciali e un prete sotto mentite spoglie vengono introdotti nel condominio, con la finalità unica di recuperare il sangue della ragazzina che ha dato il via agli eventi, conservato dal prete che ne stava studiando il caso per sperimentare un vaccino. Ben presto si capisce che le finalità con le quali gli uomini sono stati introdotti nel palazzo sono diverse: il prete, che si svelerà presto, con lucida e cinica finalità scientifica (o pseudo tale) , i poliziotti con la speranza di salvare qualcuno. Inevitabilmente l'istinto di sopravvivenza porterà tutti a comportamenti estremi e all'uccisione di qualsiasi indemoniato  assetato di sangue gli si pari davanti con un colpo di pistola alla testa.
Il finale, con immancabile colpo di scena, ben preparato ed evocato dalle riprese con visore notturno capaci di svelare quello che la visione normale non riesce a fare, oltre che sorprendere, lascia amplissime porte aperte ad un altro sequel che perpetui la saga.

lunedì 24 agosto 2009

[REC] ( Jaume Balaguerò , Paco Plaza , 2007 )


Giudizio: 7/10
Horror in salsa iberica

Pellicola pluripremiata (a ragione) in varie rassegne anche non di settore, questo REC del giovane binomio iberico Balaguerò-Plaza, riporta in auge il film dell'orrore "in diretta" stile strega di Blair: l'impianto è molto simile , seppur sostenuto questo da uno straccio di trama, il risultato anche, visto che i 75 minuti del film sono pervasi di horror e di suspance che coinvolge lo spettatore. Indubbiamente la coppia di registi strizza l'occhio pesantemente a Romero e al genere morti viventi, ma lo fa con originalità e con grande effetto, che in definitiva è quello che ci si aspetta da un horror-thriller.
Una troupe televisiva decide di girare un reportage su una squadra di pompieri impegnati nel turno di notte; nell'attesa degli eventi vediamo la giornalista e il suo fidato cameramen gironzolare per la caserma in attesa di poter vedere all'opera gli uomini, il tutto girato in soggettiva con telecamara a spalla; quando finalmente la richiesta di soccorso arriva, nessuno immagina che sta per iniziare un incubo senza fine.
La Tv sarà il mezzo con cui l'orrore verrà sbattutto in faccia agli spettatori prima e divorerà la troupe poi. Gli accenni al sempre più destruente ruolo della TV sono fin troppo chiari, soprattutto quando usata per rappresentare la realtà.
Fra immagini raccolte in corsa, respiri ansimanti, una buona dose di sangue, qualche urlo di troppo e immagini notturne, si giunge alla resa dei conti nel palazzo in cui la troupe e gli inquilini sono prigionieri: e la fine sarà drammatica, con la telecamera a riprendere tutto, ovviamente.
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