Giudizio: 6/10
Dopo il racconto della sua generazione dipanato nell'arco di alcuni anni , attraverso le gesta di un famoso dj alternativo nel deludentissimo Eden, Mia Hansen Love cambia obiettivo e con modalità tutte "francesi" si dedica al racconto di una borghesia intellettuale, rigorosamente , e ipocritamente , di sinistra per dimostrarci che anche per lei è arrivato il momento di saltare la generazione: la storia di Nathalie, infatti è un ritratto di una donna matura, alle prese con una serie di fallimenti personali (in primis quello matrimoniale), vissuti sempre all'ombra rassicurante della filosofia e della cultura in genere.
La protagonista insegna al liceo ( in rivolta per le leggi approvate in Francia sulla pensione), ha un rapporto privilegiato e intellettualmente molto vivace con un suo ex allievo , ormai divenuto anch'esso saggista , sebbene di fatto disoccupato, vede la sua opera di scrittrice messa in discussione dalla piccola casa editrice nella quale la copertina dei libri sembra avere più importanza del contenuto, secondo le ormai imperanti leggi del marketing, vive col marito anch'esso insegnante di filosofia un rapporto basato più su Schopenhauer e Rousseau che su un reale amore, ha due figli che la guardano con affettuosa ironia come si potrebbe osservare un obsoleto oggetto che tenta di rimanere al passo coi tempi e si porta sulle spalle il peso di una madre ormai sull'orlo della follia.
Alla scelta del marito di andarsene perchè impegnato in un'altra relazione amorosa, Nathalie reagisce da vera intellettuale: "vattene e non fregarti i miei libri coi miei appunti"; l'unica cosa per cui prova nostalgia è la deliziosa casetta sulle spiagge della Bretagna che però appartiene al marito.
Alla ricerca di una sempre più difficile sintonia intellettuale con un mondo che cambia, la donna decide di recarsi dal suo pupillo ritiratosi nel suo buen retiro sulle Alpi da bravo intellettuale in cerca di isolamento.