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sabato 24 settembre 2011

Return to the 36th Chamber ( Liu Chia-liang , 1980 )

Giudizio: 7.5/10
Il Kung fu delle impalcature

Considerato impropriamente il sequel di 36th Chamber of Shaolin, lavoro diretto dallo stesso regista tre anni prima,  Return to the 36th Chamber è in realtà un film molto diverso dall'illustre predecessore, in quanto si spoglia di quella drammaticità per rivolgersi maggiormente ad uno stile più leggero, brillante , con momenti che sembrano quasi anticipare la comicità surreale e anarchica di Jeff Lau.
Il racconto narra di un gruppo di lavoratori di una fabbrica di tessuti che vengono angheriati dal padrone, amico dei mancesi, che riduce loro lo stipendio e che si avvale di un gruppo di scagnozzi mancesi per terrorizzare e punire i lavoratori ribelli.
Questi da parte loro pensano bene di escogitare un imbroglio avvalendosi di Chu , fratello di uno dei lavoranti e imbroglione che vive di espedienti fingendosi monaco Shaolin.

lunedì 31 gennaio 2011

Heroes of the east [ Shaolin sfida Ninja ] ( Liu Chia-liang , 1978 )

Giudizio: 9/10
Scuola di arti marziali


Nello stesso anno in cui  dirigeva La 36° camera dello Shaolin, il grande Liu Chia-liang sfornava un altro caposaldo fondamentale della sua filmografia e del genere con questo Heroes of the east, grottescamente titolato Shaolin sfida Ninja nella versione italiana homevideo.
L'operazione che mette in piedi il regista è assolutamente geniale: sfruttando una trama semplice e lineare costruisce una sorta di compendio sulle arti marziali cinesi, in contrapposizione con quelle giapponesi, prestando grande attenzione all'aspetto tecnico e tralasciando quella trasposizione cinematografica carica di avversione ed astio verso la civiltà e le cultura nipponica, che ancora oggi (vedi Ip Man ) emerge in molte pellicole cinesi.

mercoledì 1 settembre 2010

La 36a camera dello Shaolin ( Liu Chia-liang , 1978 )

Giudizio: 8.5/10
Rivisitazioni cinematografiche
La vera essenza del kung fu


Ancora dopo oltre 30 anni questo film conserva intatto il suo grandissimo fascino, arricchito ormai dall'aura del mito e del capolavoro, destino comune ai lavori che hanno lasciato il segno, e che dopo molti anni rimane un punto di riferimento nella cinematografia di genere.
Fu indubbiamente il rilancio in grandissimo stile dei film sulle arti marziali, che con la morte di Bruce Lee avevano subito una triste decadenza e si pose subito come un riferimento non solo relativamente al kung fu ma anche , e soprattutto, alla filosofia che sta dietro all'esercizio della arti marziali, aspetto che , specialmente in occidente, è rimasto troppo spesso relegato in secondo piano, privilegiando l'aspetto da action movie e spettacolare.
Ecco quindi che La 36a camera dello Shaolin diviene anzitutto una sorta di manuale visivo sull'iniziazione alle arti marziali, quasi a voler ribadire il lungo percorso interiore che vi conduce.
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