Giudizio: 8/10
Il minuscolo arcipelago di Quemoy strategicamente posizionato a poco più di un miglio dalle coste cinesi, è stato sin dall'inizio una delle roccaforti dei transfughi nazionalisti rifugiati a Taiwan, una testa di ponte dalla quale sarebbe dovuta partire la riconquista della madrepatria; per la sua importanza il governo nazionalista di Taiwan fortificò l'arcipelago dislocandoci decine di migliaia di militari sin dai primi anni 60.
In questo scenario, nei tardi anni 60, si volge la storia raccontata da Doze Niu in Paradise Service che ben si guarda dal dipingere un quadro bellico con implicazioni politiche; il regista infatti decide di raccontare gli eventi all'interno del bordello autorizzato e organizzato dalle forze armate sull'isola per tenere alto il morale di soldati.
Il protagonista della storia è il giovane Pao, inizialmente assegnato alla temibile e selezionatissima brigata dei Sea Dragon, battaglione d'elite , avanguardia a difesa di Taiwan; il ragazzo però non sa nuotare e non mostra la grinta necessaria per appartenere a quel corpo e grazie anche ai buoni uffici del Sergente Maggiore, tanto burbero quanto umano, viene trasferito proprio nel bordello militare con ruoli amministrativi.
Il bordello è un microcosmo colorato e ricco di umanità dove prostitute e clienti hanno la loro storia da raccontare , quasi sempre di disperazione e di separazioni causate dalla guerra civile e quella costa così vicina sembra volere ricordare loro il dramma vissuto.
Pao, ragazzo dai principi solidissimi, cerca di resistere alle tentazioni che i suoi vent'anni e la situazione gli mettono davanti in attesa di tornare a casa dalla sua fidanzata, ma inevitabilmente viene coinvolto nelle storie d'amore e di tragedia che permeano quel mondo isolato che è il bordello.
