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lunedì 3 giugno 2013

It's me , It's me ( Satoshi Miki , 2013 )

Giudizio: 4.5/10
L'Io moltiplicato

Cosa penserebbe ciascuno di noi se scoprisse che esistono delle nostre copie che se ne vanno in giro per il mondo tranquille? E se poi scoprissimo che forse l'originale non siamo noi ma una di quelle copie?
Ed un evento del genere scatenerebbe più il narcisismo egocentrico o la confusione dei ruoli ? E come ci sembrerebbero gli altri "noi" che come noi non sono?
Il film di Miki Satoshi It's me, It's me contiene in fondo tutte queste e molte altre domande che affiorano in una atmosfera che si fa sempre più surreale man mano che la storia procede e purtroppo ben presto quelle che sembrano domande cosmiche si perdono in un racconto dove oltre le moltiplicazioni del protagonista, le chiacchiere, regna l'appiattimento e la noia.
Il protagonista del film Hitoshi (interpretato dall'idol Kazuya Kamenashi) da il via a questo surreale bailamme appropriandosi di un cellulare dimenticato in un bar: da qui, pensando di fregarsi un po' di soldi fingendosi il proprietario del telefono, scopre che esistono altri Hitoshi, per molti versi differenti da lui, quasi della facce diverse di una stessa realtà.

giovedì 19 agosto 2010

Adrift in Tokyo ( Satoshi Miki , 2007 )

Giudizio: 7/10
A spasso per Tokyo

Sorprende piacevolmente, e a tratti affascina ed emoziona , questo lavoro del giapponese Satoshi Miki, una storia semplice ma ben articolata, che si costruisce strada facendo in una sorta di road movie cittadino che è anzitutto un viaggio interiore.
Takemura, perennemente fuoricorso e pesantemente indebitato, riceve la visita dell'esattore Fukuhara che con maniere spicce gli impone il pagamento entro 3 giorni; il tempo passa ed ovviamente il giovane squattrinato non trova i soldi , ma sarà proprio Fukuhara a fornirgli la ciambella di salvataggio offrendogli i soldi che salderebbero i debiti in cambio di compagnia nel suo girovagare apparentemente , all'inizio, senza meta per Tokyo; non avendo altra scelta Takemura accetta e il viaggio, che intraprende dapprima con molta cricospezione e diffidenza, si trasforma presto in un confronto di esperienze e di ricordi. 
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