Giudizio: 7.5/10
Dopo aver ridato vigore al film di genere noir-poliziesco HKese con The White Storm nel 2013, chiaro omaggio del cinema eroico di John Woo e della New Wave di Hong Kong, con Call of Heroes Benny Chan dirige un film dal sapore antico, wuxia nel quale sono fin troppo evidenti, fino ad assumere i tratti della vera e propria citazione, i richiami allo Spaghetti Western e al Kurosawa de I Sette Samurai e di Yojinbo; Call of Heroes, pur essendo una chiara operazione commerciale da tipico blockbuster, è film che troverà molti estimatori perchè comunque le tematiche fondamentali del genere western, rivisitate in stile orientale ci sono tutte.
Il racconto parte nel 1914 , subito dopo la caduta dell'Impero Qing e con il paese di fatto in mano ai signori della guerra che soprattutto nel nord tiranneggiavano come satrapi forti di eserciti personali, quasi tutti retaggio del disfacimento della macchina militare imperiale.
In una piccola città cercano riparo i sopravvissuti di una strage compiuta dall'esercito guidato da Cao Shaolun, figlio di uno dei signori della guerra più sanguinari, tra i quali un gruppo di ragazzini scampati al massacro per merito della loro insegnante; il villaggio , assente l'esercito ufficiale impegnato in una campagna bellica , è sotto il controllo di Yang Kenan, vero e proprio alter ego degli sceriffi di frontiera, insieme al suo piccolo manipolo di uomini.
Yang gestisce il villaggio con metodi pacifici e orientati al buon senso e al rispetto della giustizia; quando come un fantasma vestito di bianco , di mattina presto nel villaggio giunge il famigerato Cao che uccide in una taverna tre persone tra cui un ragazzino e la intrepida insegnante che aveva salvato gli scolari, Yang non può fare a meno di incarcerarlo, subendo ben presto le minacce dei generali dell'esercito di Cao giunti a liberarlo.
