Anche il silenzio sa parlare
Film d'esordio del trentatreenne regista cinese Chen Zhuo, Song of silence è stato senza dubbio uno dei lavori più belli presenti al FEFF appena concluso.
Il giovane regista, già attivo da tempo nell'ambiente cinematografico, sceglie la sua regione di origine (lo Hunan) per raccontare una storia ben strutturata, coinvolgente, che suscita sane emozioni non truffaldine, calandola in un contesto ambientale che molto si assimila ai registi della Sesta Generazione, creando la giusta miscela di realismo, dramma e derive onirico-surreali.
E' la storia di una giovane sordomuta, figlia di genitori separati, che vive con la madre e con la famiglia di questa: ragazza difficile, introversa, chiusa nel suo mondo privo di suoni, attratta solo dal disegno e dalla barca con la quale percorre in lungo e in largo il fiume limaccioso in compagnia del giovane zio, costruendo, soprattutto nella prima parte, un quadretto che sembra uscito da un lavoro del primissimo Kim Ki-duk, in cui l'ambiente notturno nel bel mezzo delle acque suscita nella ragazza immagini oniriche.