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domenica 16 aprile 2017

Fusi [aka Virgin Mountain] ( Dagur Kari , 2015 )




Virgin Mountain (2015) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

Fusi è un bambinone immerso nel corpo gigantesco di un quarantenne che vive ancora all'ombra minacciosa e ingombrante della madre, lavora come addetto a terra in aeroporto, passa il suo tempo libero a riprodurre su plastici immensi le grandi battaglie della Seconda Guerra Mondiale, passione condivisa insieme  ad un amico, ha una curiosa amicizia con una ragazzina che abita al piano di sotto.
Il giorno del suo compleanno riceve in regalo l'iscrizione ad un corso di ballo, pretesto per creargli una vita sociale che non ha, limitandosi i suoi rapporti alle attenzioni vessatorie dei colleghi di lavoro che lo bullizzano come fosse un ragazzino.
Al corso di danza incontra una ragazza cui offre un passaggio in macchina , la quale sembra provare simpatia per lui e lo tratta non come un ragazzino ma come un adulto quale in fin dei conti è.


La simpatia diventa amicizia e forse qualcosa di più, o forse semplicemente l'incontro di due anime sole; sta di fatto che in Fusi qualcosa inizia a cambiare: si ribella ai colleghi-bulli, cerca il distacco dalla madre possessiva, prova per la prima volta i piaceri del sesso con la sua nuova amica con la quale cerca di mettere in piedi anche qualche programma, ma la ragazza soffre di una grave forma di depressione che alla fine viene a galla e si presenta in tutta la sua forza devastante agli occhi di Fusi, il quale però non si da per vinto.
Un aereo che parte, Fusi che guarda indietro con la sua borsa in mano, forse l'Egitto tanto sognato sta diventando realtà: la montagna umana che nasconde il bambino è diventata un adulto pronto ad affrontare la vita.
Definire Fusi, il cui efficace titolo internazionale è Virgin Mountain, un racconto di formazione per adulti poco cresciuti è probabilmente sbagliato, anche se in fondo al racconto questo aspetto c'è; il film di Dagur Kari è invece più propriamente un racconto sulla solitudine e sulla oppressione materna applicato ad un soggetto che per costituzione si presta alla tipologia del freak e che si rifugia nel suo candore da bambino per costruirsi una corazza impenetrabile.

venerdì 20 agosto 2010

Noi albinoi ( Dagur Kari , 2003 )

Giudizio: 6/10
Minimalismo all'islandese


Lavoro d'esordio del regista islandese Dagur Kari che ha ricevuto molteplici riconoscimenti in giro per i festival europei, è un film che, con molti alti e bassi,qualcosa di buono lo mostra, pur rifacendosi ad un tema forse un po' troppo largamente abusato , quello della fuga idealizzata e probabilmente mai messa in atto, e pur rimannendo un po' troppo sospeso tra il dramma profondo e la commedia un po' nera.
Noi è un diaciassettenne albino che vive in uno sperduto villaggio dell'Islanda perennemente innevato , sovrastato da una montagna simile ad un dente lanciato verso il cielo; la nonna si prende cura di lui e lo sveglia la mattina sparando col fucile al cielo prima di dedicarsi con fare ebete alla costruzione di un puzzle, la madre non esiste, il padre tassista ubriacone con vene artistiche miseramente fallite, epigono rockettarao anni 70 ingrigito e con la maglia degli Iron Maiden, lo tratta più da compagno di merende che da figlio; in questo universo famigliare frammentato e disperso Noi si muove con fastidio e con la voglia di ribellione e di fuga tipica della sua età.
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