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venerdì 22 novembre 2013

Tales from the dark 2 / 奇幻夜 ( Lawrence Lau / 刘国昌 , Teddy Robin / 泰迪罗宾 , Gordon Chan / 陈嘉上 , 2013 )

Giudizio: 6/10
Brevi storie di fantasmi parte seconda

Il secondo capitolo della raccolta di storie horror scritte da Lilian Lee si mantiene sui livelli del precedente , con la differenza che in questo i tre segmenti appaiono più omogenei dal punto di vista qualitativo; rimane piuttosto debole la scelta di rappresentare storie di fantasmi in cui troppo spesso è l'aspetto puramente psicologico a fare da catalizzatore, tralasciando la presenza degli spettri; il risultato è quello di offrire tre racconti che hanno un loro substrato psicoanalitico ma che difettano totalmente dal punto di vista visivo.
Pillow di Gordon Chan è lavoro addirittura quasi impalpabile a livello di tensione: tutto è giocato sullo stato d'animo della protagonista, divenuta insonne in seguito alla morte del fidanzato, solo un cuscino le regalerà la tranquillità e la possibilità di rivedere il suo ragazzo, offrendosi a lui ben più disinibita di quanto fosse in realtà. Tracce di fantasmi pochissime, tensione scarsa, racconto però ben gestito nel presentare l'ossessione della ragazza che si nutre di rimorso e di nostalgia; semmai fanno più effetto, in quanto a forza dirompente , alcune scene di sesso quasi esplicito che rendono il film intero assolutamente inadatto al mercato cinese (sesso più fantasmi-non cinesi- è mix esplosivo per la censura...).

martedì 14 dicembre 2010

Besieged City ( Lawrence Lau , 2008 )

Giudizio: 8/10
Vivere nella città assediata


Quello che per Ann Hui in The way we are è un gigantesco palcoscenico, microcosmo della perdita di identita e di personalità, per Lawrence Lau è invece una prigione irta di grattacieli, di palazzoni che conduce all'alienazione; Tin Shui Wai , la periferia residenziale dei nuovi territori di Hong Kong si offre con crudezza , carica di cattiveria , di alienazione abbrutente in cui gli adolescenti , un po' homeless, un po' disadattati, scrivono le loro regole di vita, circoscritto in un'area che sembra non respirare e vedere la luce tanto fitti sono i palazzi che la compongono.
E' in questo ambiente che seguiamo la storia di Ling, quindicenne con alle spalle una famiglia sgretolata, che scopre che il fratello minore, fuggito di casa due anni prima, ha prima ucciso una sua coetanea e quindi ha tentato il suicidio.

lunedì 10 maggio 2010

My name is fame ( Lawrence Lau , 2006 )

*****
Cinema nel cinema con classe

Raccontare il cinema nel cinema  è da sempre uno dei temi più sfruttati e , a volte, abusati, con risultati non sempre positivi; questa pellicola di Lawrence Lau dimostra in maniera eclatante come sia invece possibile, grazie ad una bella dose di sincerità, confezionare una storia tutta inserita all'interno dell'ambiente cinematografico raccontando i travagli che lo scuotono.
Ovvio che l'occhio del regista si posa sul cinema HKese in costante difficoltà e ne tratteggia, con il tramite della storia del'attore Poon , una sorta di metafora, il cui messaggio ultimo sta nell'impegno costante alla faccia delle difficoltà.
Poon Ka-fai è stato una grande promessa del cinema, ora ridotto a ruoli di contorno per serie tv e a comparsate, è naturalmente sfiduciato, incline alla bottiglia e privo di alcun slancio, almeno fino a quanto Faye Ng, giovane attrice in cerca di gloria gli dona un briciolo di vitalità eleggendolo a suo maestro. Nonostante i tentativi di scindere lavoro ed affetti scocca anche la scintilla tra i due che non porterà ad alcun incendio,  solo perchè lei, ormai lanciata verso la gloria cinemtografica, lascia Hong Kong per il Giappone. Ma ormai l'alito vitale è tornato prepotente in Poon che abbandona la bottiglia e la sua ira e torna ad essere lo stimato attore che si era intravisto in lui.
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