Giudizio: 5/10
Inserito nella polimorfa e dire il vero poco chiara linea di programma Mondo Genere all'interno del Festival del Cinema di Roma, l'opera seconda del giovane regista brasiliano Marco Dutra ha una dichiarata livrea da (poco)psyco-(poco)thriller con robusti ricami soprannaturali.
Quendo eu era vivo racconta la storia di Junior un uomo ormai prossimo alla maturità la cui vita va a rotoli tra un matrimonio fallito miseramente e un lavoro perso; la scelta di tornare a vivere quasi da estraneo nella casa di famiglia in cui ora si trova il padre è il grimaldello che spalanca all'uomo il baratro della maniacalità ossessiva.
Dapprima mostra una crescente insofferenza per il padre stesso che ha deciso di rivoluzionare la casa e di vivere una nuova vita all'inseguimento della forma fisica, poi la comparsa della giovane musicista cui il genitore ha affittato una stanza che scatena in lui istinti masturbatori e soprattutto , attraverso la scoperta di oggetti nascosti e polverosi appartenuti alla madre ormai defunta, l'ossessione per la figura materna che sottintende un complesso di Edipo non risolto.