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mercoledì 1 luglio 2020

Chasing Dream / 我的拳王男友 ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2019 )




Chasing Dream (2019) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

A tre anni dalla sua ultima fatica, Johnnie To ritorna alla ribalta, e virtualmente presente anche al FEFF22, firmando con l'inseparabile sceneggiatore Wai Ka-fai un lavoro che sembra posizionarsi sulla scia di Office; quindi per stavolta, gli appassionati del genere thriller-noir-action che To ha nobilitato in decenni di attività avranno ben poche motivazioni per vedere Chasing Dream , semmai il film è una delle tante incursioni del regista nella commedia romantica che ogni tanto si concede, spesso con uguale successo.
In Chasing Dream abbiamo un giovane di umili origini ( Tiger) che pratica le arti marziali miste e a tempo perso fa lo scagnozzo per un gangster andando a riscuotere i debiti contratti da qualche disgraziato  con la gang, dall'altra parte una ragazza dal passato difficile (Cuckoo Du), aspirante cantante ma pesantemente indebitata proprio con il boss del ragazzo, che sbarca il lunario facendo la ragazza pon pon durante i combattimenti.


Per sottrarla da una brutta fine Tiger  prende la ragazza sotto la sua protezione nel suo umile appartamento, che poi è un magazzino, e quando il medico lo consiglia di smettere con le arti marziali per non incorrere in gravi problemi di salute, inizia ad accompagnare la ragazza nelle varie audizioni e matura il suo sogno di aprire un ristorante.
Due giovani apparentemente agli antipodi, ma con un passato difficile, un presente che si fa pesante e che coltivano però entrambi un sogno di riscatto.
Naturalmente raggiungere gli obiettivi non è facile e quello che si voleva mettere alle spalle spesso si ripresenta e chiede il conto; comunque gli obiettivi dell'uno diventano quelli dell'altra e viceversa, motivo per cui tra i due si stabilisce una comunione di intenti.
Tiger dovrà per una ultima volta salire sul ring , soprattutto per motivi di lealtà col suo maestro e Cuckoo avrà l'occasione della vita in un talent show di grande rilevanza che la metterà di fronte ai soprusi subiti nel passato.

mercoledì 21 settembre 2016

Three / 三人行 ( Johnnie To / 杜琪峯 , 2016 )



Three (2016) on IMDb 
Giudizio: 7.5/10

"Quando tre uomini camminano insieme, c'è sempre qualcosa di buono da imparare. Scegli di seguire quello che c'è di buono e correggi ciò che non è buono" : il brano, tratto dai Dialoghi di Confucio, non solo ispira il titolo Three dell'ultimo lavoro di Johnnie To ( la traduzione letterale dal cinese in effetti è Tre uomini in cammino) ma costituisce il substrato di tutto il racconto che riesce ad unire alle consuete atmosfere da poliziesco marchio di fabbrica del grande regista riflessioni quasi esistenziali sui tre personaggi principali, ognuno in marcia sulla sua strada personale.


Avevamo lasciato To , non senza un certo grado di sorpresa ed in parte anche di delusione, alle prese con un musical completamente , o quasi , ambientato in un ufficio dalle pregevoli linee architettoniche e dalle atmosfere patinate e rarefatte; lo ritroviamo in questa coproduzione Cina-Hong Kong nella quale sceglie di ambientare il suo film totalmente in un ospedale , dove le vie dei tre personaggi del titolo si trovano a convergere.
La dottoressa, il poliziotto ed il delinquente: potrebbe essere il titolo di una film stile anni 70 a metà tra spaghetti western e B-movie, ma Johnnie To con una costruzione molto discreta e al contempo precisa ci pone davanti tre personaggi dal cui interagire sembra venire fuori una beffarda visione della vita.

venerdì 23 ottobre 2015

Office / 華麗上班族 ( Johnnie To / 杜琪峯 , 2015 )




The Office (2015) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Per poter inquadrare nella giusta dimensione The Office 3D , sbarcato alla Festa del Cinema di Roma , proveniente dal London Film Festival, bisogna considerare quella che è stata finora la carriera cinematografica di Johnnie To: maestro indiscusso del noir made in Hong Kong, paladino della New Wave che segnò non solo il cinema dell’ex colonia ma di tutto un genere e di tutta la cinematografia mondiale, il regista ha da sempre nella sua lunga carriera alternato ai lavori che più di ogni altro hanno impressi il marchio d’autore altre opere, generalmente commedie, che invece sposavano più apertamente i gusti commerciali, a maggior ragione negli ultimi anni , da quando molti registi di Hong Kong, volenti o nolenti, hanno dovuto confrontarsi con l’immenso bacino mainlander.


The Office appartiene di diritto a questi lavori, potremmo definirli minori, di Johnnie To; il film ha tutti i crismi della pellicola costruita per cavalcare l’onda commerciale, grande cast, 3D , diciamolo subito superfluo se non addirittura dannoso, tematiche commediole che però hanno nel fondo qualche aspetto pedagogico e il traino dell’aspetto romantico; la novità assoluta sta nel fatto che To si cimenta per la prima volta col genere musicale: alcune parti del film infatti presentono inserti canori, seppure in modo non invasivo.

giovedì 5 marzo 2015

Don't Go Breaking my Heart 2 / 單身男女2 ( Johnnie To / 杜琪峯 , 2014 )

Giudizio: 6.5/10

E’ passato un anno da quando la gagliarda battaglia sentimentale si è conclusa con la scelta dell’angelica Cheng Zixin, impegnata ora nei preparativi del suo matrimonio con l’architetto Qihong, il vincitore del certame che a sua volta sta a Suzhou a completare uno dei suoi grattacieli. Chen Zixin trova lavoro come analista finanziaria alla corte di Yang Yangyang, gagliarda donna in carriera, ma il caso le rimette davanti ancora una volta Cheung Shen-Ran, il donnaiolo impenitente suo ex datore di lavoro nonché sconfitto da Qihong nella battaglia romantica, che ha il suo ufficio nel grattacielo proprio davanti a quello in cui lavora lei.

Un prologo ricco di coincidenze e di presupposti che serve unicamente a creare un legame netto col precedente lavoro proprio per far apparire chiaro come Don’t Go Breaking my Heart 2 sia in tutto e per tutto un sequel classico la visione del quale non può prescindere da quella del primo episodio.

La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

venerdì 4 ottobre 2013

Blind Detective / 盲探 ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2013 )

Giudizio: 7.5/10
Il Detective cieco come Sherlock Holmes

Prosegue l'eterno ondeggiare di Johnnie To tra i suoi generi prediletti: dopo il bel Drug War, film che per certi aspetti è destinato a segnare la storia del cinema Hkese che penetra nella Cina continentale, archetipo dell'action movie per eccellenza, il lavoro seguente Blind Detective è un'opera dal timbro più lieve, quasi una dark comedy: dopo averci raccontato il poliziotto un po' matto in Mad Detective (non si può non rimembrarlo) , in quest'ultima pellicola la storia ruota intorno ad un detective cieco, il che già di per sè già getta una luce ironica su tutto il racconto.
E' un detective molto sui generis: dopo aver perduto la vista in un incidente di lavoro, Johnstone continua la sua attività investigativa come una sorta di fiancheggiatore della polizia, sfruttando le sue doti di intuito e la sublimazione dei sensi rimasti indenni, che come sappiamo, si ipertrofizzano quasi a compensare la perdita della vista.

lunedì 19 novembre 2012

Drug War / 毒战 ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2012 )



Giudizio: 8/10
La guerra alla droga in Cina

Ritorno alll'action movie per Johnnie To, sempre affiancato dal fido sceneggiatore Wai Ka Fai, dopo la parentesi romantica di Romancing in Thin Air, ed è un ritorno dio quelli che rischiano di passare alla storia , non tanto e non solo per la qualità artistica del film, ma perchè Drug War è il primo film d'azione poliziesco che viene girato e prodotto interamente nella Cina continentale , dove , fino a d ora, la censura aveva visto sempre con occhio malevolo tematiche che riguardassero storie di poliziotti e di delinquenza.
La storia , inoltre, va a squarciare , seppure sotto l'aura della finzione filmica, uno spesso velo che le autorità cinesi hanno sempre steso sul problema del consumo e del traffico della droga in quel paese.
Ed è appunto una storia di trafficanti senza scrupoli e senza coscienza contrapposti alle forze di polizia che cercano di stroncare il commercio, il filo guida di Drug war, film nel quale Johnnie To sembra volere continuare nel solco iniziato con Life Without Principle.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

giovedì 3 maggio 2012

Romancing in thin air / 高海拔之恋Ⅱ ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2012 )


Giudizio: 7.5/10
La foresta che inghiotte e l'amore in altura

Riformata la coppia storica col fido Wai KaFai, Johnnie To torna alla commedia dopo Life without principle, abbandonando Hong Kong e ambientando il racconto tra le montagne dello Yunnan, quelle appunto in cui l'aria è leggera e rarefatta.
E' la storia dell'incontro tra un divo HKese alla deriva tra guai famigliari e alcool e una donna che gestisce un albergo il cui marito è scomparso ormai da anni nella foresta, inghiottito e mai restituito.
Michael Lau si ritrova quasi per caso, come trasportato dalla corrente nel verde paesaggio montagnoso, ubriaco ed incapace di pensare a se stesso, Sue si prende subito cura di lui tra la pruriginosa curiosità dei montanari increduli.
La collisione tra i due diventa inevitabile, due entità che vagano alla ricerca di una stabilità, almeno fino a quando una volta ristabilitosi e abbandonate le fattezze da Castaway Michael viene reclamato a gran voce dallo star system che lo preleva di peso dal suo rifugio non senza aver conosciuto prima la storia di Sue e del marito disperso.

martedì 21 febbraio 2012

Life without principle / 夺命金 ( Johnnie To / 杜琪峰 , 2011 )

Giudizio: 7.5/10
La corsa dietro al dio denaro

Magari verremo smentiti dalla geniale imprevedibilità di Johnnie To, ma questo Life without principle sembra proprio essere un punto di svolta nella  filmografia del Maestro HKese, quasi un anello di congiunzione con Vengeance che appariva come una sorta di epilogo tragico e citazionista della parabola gangsteristica che immensi capolavori ci ha regalato.
Life without principle anzitutto prende a vigorose spallate gli schemi e gli stili nati dalla fusione dei generi che To ha continuamente manipolato nei suoi lavori, per concentrarsi sulla tematica-fulcro, fra l'altro abbastanza sfruttata nella cinematografia HKese e mainlander, della potenza destruente del denaro.
Tutto il film ruota su questo impalpabile protagonista causa di crisi rovinose e di drammi nazionali e personali, ben evidenziati con i continui rimandi alla crisi economica europea e alla quasi bancarotta greca.

domenica 12 giugno 2011

Don't go breaking my heart ( Johnnie To , 2011 )

Giudizio: 8/10
La rana, le vetrate e il trio

Il ritorno di Johnnie To alla commedia romantica , altra faccia del credo cinematografico del Maestro HKese, regala un film godibilissimo, molto bello per taluni aspetti fondamentalmente legati alla regia, che pone un'altra pietra nella costruzione di un rapporto cinematografico assai complesso tra la cinematografia dell'ex colonia britannica e quella cinese: Don't go breaking my heart infatti vuole essere un lavoro che faccia breccia nel pubblico mainlander, pur mantenendo, pregio indubbiamente notevole, caratteristiche che non snaturano i concetti che sono alla base del cinema di Hong Kong.
To, insieme al fidato Wai Kai Fai qui in veste di produttore e sceneggiatore, dirige un lavoro che si inserisce a pieno titolo nel solco delle commedie romantiche leggere e lo fa con la bravura che ben conosciamo riuscendo a suscitare divertimento (che non significa sguaiata ridancianeria) grazie ad un ritmo ben calibrato e a delle curiose ed efficaci trovate che sono anzitutto di regia ma che si riflettono sulla struttura narrativa dell'opera.

venerdì 13 maggio 2011

Fat choi spirit ( Johnnie To , Wai Ka-fai , 2002 )

Giudizio: 6.5/10
Il cinepanettone di Johnnie To e Wai Ka-fai


Equivalente Hkese dei cinepanettoni nostrani (ma solo per la coincidenza di uscita, l'occasione è il Capodanno) , questa commedia brillante con tanto di firma griffata è un film che non si pone altra finalità che il divertimento leggero (e il botteghino...) costruito intorno alla passione popolare per il Mahjong, complicato gioco d'azzardo che crea più dipendenza di una droga e al forte legame popolare per la commedia.
Grazie ad una sceneggiatura praticamente inesistente e ad un cast lasciato con le briglie scioltissime, quasi recitasse su un appena accennato canovaccio, la coppia To-Wai dirige un lavoro a tratti molto divertente, dal ritmo sostenuto in cui la mano dei registi si nota appena, in qualche particolare fondamentalmente, popolato da una lunga serie di personaggi più simili a macchiette che si affannano intorno ad un tavolo da gioco.

lunedì 18 ottobre 2010

The heroic trio ( Johnnie To , 1993 )

Giudizio: 7.5/10
Anche le supereroine cercano redenzione


Molti stenteranno a riconoscere la mano di Johnnie To in questo film che fa parte della prima parte della ricchissima filmografia del Maestro HKese, tanto distante sembra essere dalle atmosfere e dai temi che ben conosciamo; in effetti questo lavoro fu per Johnnie To più un definitivo trampolino di lancio, grazie anche alla sapienza del produttore esecutivo Ching Siu-tung, che una tappa fondamentale nella costruzione del suo mondo cinematografico, affidandosi ad una pellicola che è un po' wuxia del ventesimo secolo, un po' film sulle arti marziali, un po' fantasy e fumetto con supereroi dai poteri strabilianti, intriso tutto di un gusto per l'eccesso, unico tratto forse riscontrabile nei lavori successivi del regista.

giovedì 15 luglio 2010

Triangle ( Tsui Hark , Ringo Lam , Johnnie To , 2007 )

*****
Geni all'opera nell'esercizio stilistico

Operazione geniale e arditissima: tre leggende viventi del cinema made in Hong Kong impegnate in una staffetta cinematografica intorno ad unica storia, ognuno coi suoi sceneggiatori; il genio di Tsui Hark , Ringo Lam e Johnnie To votato alla causa dell'arte filmica in una stimolante pellicola che rifulge di fascino.
Naturalmente l'organicità del film non può non risentirne, troppo diversa è l'impronta che i tre danno al proprio segmento, ma al contempo è questo l'aspetto che affascina maggiormente: la ricerca dello stile come imrponta indelebile, un film da marchiare col proprio credo cinematografico.
Tsui Hark apre la storia con i fenomenali primi cinque minuti che srotolano sul tavolo le matasse da riannodare e rimettere al proprio posto: una scena buia , visi appena visibili, pioggia che scroscia all'esterno del bar dove tre squattrinati sull'orlo della bancarotta cercano una via d'uscita alla loro condizione, un misterioso personaggio che lascia in pegno uno strano oggetto , prova del suo architettato piano.

lunedì 28 giugno 2010

All about Ah Long ( Johnnie To , 1989 )

*****
Il trionfo del melodramma

E' questo il film che ha messo definitivamente in luce Johnnie To come regista, spianandogli la strada verso una filmografia tra le più importanti e strabilianti del Cinema moderno. E' un film che molti, ad una lettura superficiale, stenteranno a collocare all'interno dell'universo cinematografico del Maestro hkese, troppo distante dalle tematiche grandiosamente trattate nei lavori successivi.
Ma a ben guardare All about Ah Long è un lavoro grondante melodramma fino all'ultimo fotogramma , e il melò, come sappiamo, permea le opere di To ben più di quanto non si possa pensare.
Lo spirito esageratamente drammatico, quasi sublimato, che emerge dalla pellicola è quindi un concentrato dell'animo melodrammatico che il regista ha sempre infuso sapientemente nei suoi lavori.
Tipico dramma famigliare, vissuto però per larga parte su ritmi e su situazioni da commedia, nasconde al suo interno un parossismo di sentimenti che può anche confondere: la storia di Ah Long e del suo figlioletto di 10 anni che vivono da soli , disordinatamente , ma in piena allegria fino a quando a Porky (il bambino) non si spalancano le porte della pubblicità televisiva, è un momento di cinema realista che si cala nella realtà della Hong Kong lontana dal trionfo di luci e di spirito occidentale.

domenica 6 giugno 2010

Where a good man goes ( Johnnie To , 1999 )

 *****
Il bravo uomo va dove lo porta la redenzione

Il consueto diluvio apre il film e ci consegna subito, senza fronzoli, il filo conduttore della storia: Michael, balordo da quattro soldi appena uscito di galera spunta dalla pioggia e si ritrova a fare a bastonate con tre tassisti; dalla finestra dell'albergo che gestisce ,Judy e il suo figlioletto Tony, osservano la scena e poco dopo, quel soggetto poco raccomandabile bussa alla porta in cerca di una stanza.
L'incipit, come spesso avviene nei film di To, contiene già tutte le informazioni che ci occorrono per poter seguire il dipanarsi della vicenda.
Michael oltre che gangster da quattro soldi, sembra nato per attirarsi guai addosso e Judy, è spesso costretta ad assistere alle irruzioni della polizia nella stanza del suo ospite.
Ma Judy, con titpica sensibilità e intuito femminile capisce anche che quell'uomo cafone e rissaiolo nasconde nel suo profondo un cuore tenero, per cui l'iniziale avversione diviene quasi una complicità.
Michale da parte sua inizia a scrollarsi di dosso la scorza da duro e da gangster cane sciolto e fallito e  asseconda le intuizioni della donna, mostrando i suoi lati meno deprecabili: è un processo di lento avvicinamento che appare per l'uomo una sorta di redenzione e per la donna la scoperta di qualcuno che si insinui nella sua austera solitudine.

mercoledì 12 maggio 2010

Loving You ( Johnnie To , 1995 )

*****
Il laboratorio di Johnnie To

Film non certo tra i più conosciuti del grande Maestro hkese e , a torto, considerato minore, Lovin you costituisce invece una pietra miliare nell'opera del regista, non tanto per il suo valore artistico in assoluto, quanto per quello "storico" all'interno della filmografia.
E' il primo film in cui To accenna gran parte dei canoni che diverranno in seguito capisaldi dei suoi lavori e che contribuiranno a creare quell'inconfondibile stile che lo ha reso famoso e stimato in tutto il mondo.
Siamo quindi di fronte ad un lavoro che è un po' bozzolo e un po' laboratorio, un punto di partenza di idee e immagini che col tempo troverà pieno sviluppo in capolavori autentici.
Un inizio mirabolante che parte dai tetti di una Hong Kong fatiscente, prosegue in strada e si conclude in uno spazio aperto tra banconote svolazzanti, lamiere pericolosamente in movimento e grondaie usate come liane, ci getta subito nella tipica lotta tra poliziotti e malviventi, cui il detective Lau dedica tutta la sua vita, infischiandone dei fatti privati e della moglie, al punto che quest'ultima , stanca di aspettarlo a casa, decide di mollarlo portandosi in grembo il figlio avuto dall'amante.

sabato 17 aprile 2010

Fulltime killer ( Johnnie To , Wai Ka Fai , 2001 )

*****
Killer tosti a confronto

In un vorticoso e movimentato rincorrersi tra Kuala Lampur e Singapore, Corea e Hong Kong, facciamo subito conoscenza dei due eroi di giornata, due killer tanto spietati quanto efficienti, ognuno col suo modus operandi: il giapponese O , taciturno, meticoloso, attento a tutte le precauzioni possibili e il cinese Tok, spavaldo e gigione nelle sue azioni, che porta a termine i suoi lavori come farebbe un mattatore di teatro, amante del cinema d'azione e che non risparmia citazioni.
Il loro rincorrersi trova un punto di incontro in Chin , ragazza taiwanese che lavora in una videoteca di film giapponesi e che  come secondo lavoro fa le pulizia a casa di O. L'incontro (intuiremo poi neppure casuale) con il vulcanico Tok è di quelli che lasciano il segno: rimanendo fedele alle passione per le citazioni cinematografiche, quest'ultimo si presenta a Chin con tanto di maschera di Bill Clinton sul volto.
La gara tra i due killer può quindi avere inizio e si concluderà solo all'ultimo fotogramma, dopo averci furbescamente ingannato.
Impegnato nella caccia ai due killer troviamo l'agente Albert Lee, cui l'ingrato compito porterà solo guai, compresa la beffa finale.
Alternando con sapienza momenti di azione purissima ad altri da commedia brillante, Johnnie To dirige un film non tra i suoi migliori, ma che la sua parte la fa e bene fino in fondo. Il confronto tra i due killer, che è anzitutto uno scontro di personalità e di caratteri, è molto ben condotto, con un ritmo costante ed un tono quasi giocoso; lo stesso finale , abbastanza prevedibile a dire il vero, si tinge di pirotecnico (non solo metaforicamente) e mette il suggello ad una lunga rincorsa fatta di abilità balistica, cialtronaggine e rivalità amorosa.

domenica 24 gennaio 2010

Running on karma (Johnnie To , Wai Ka-Fai , 2003)

*****
Thriller filosofico-religioso


Uno spettacoloso inizio fatto di omini Michelin che si spogliano su un palco tra donne adoranti, una scena del delitto buia e insozzata che vede sbucare da una scatola il presunto assassino, inseguimenti che si incrociano tra chi cerca l'assassino e chi deve riacciuffare un gonfio culturista fuggito nudo, apre in maniera frenetica questo film dell'accoppiata To-Wai, a dire il vero piacevolmente atipico, soprattutto riguardo  Johnnie To che pur non abbandonando il poliziesco e il noir in senso lato, si cimenta in un riuscito esperimento di thriller filosofico.
Big è un culturista che sbarca il lunario esibendosi come spogliarellista in club per donne in cerca di trasgressione; anni prima era stato un monaco buddhista fino al giorno in cui una sua amica fu uccisa brutalmente.
Si ritrova nel bel mezzo di una retata della polizia condotta da Lee Fung Yee, giovane poliziotta che si era finta sua fan, che si conclude con il poveraccio completamente nudo alla mercè della polizia dopo un lungo inseguimento nel quale viene anche scambiato per un assassino cui altri poliziotti stavano dando la caccia. Big ha un dono e una maledizione: riesce a vedere il karma delle persone riuscendo quindi a leggere il loro destino.

sabato 26 dicembre 2009

Throw down ( Johnnie To , 2004 )


*****
Caleidoscopio di immagini ed emozioni

Non finisce mai di stupire il Maestro HKese: quello che per qualcuno è un film minore, risulta alla resa dei conti uno dei suoi più belli e riusciti, nel quale è capace di condensare i cardini della sua poetica filmica immergendo il tutto in un ambientazione quasi da film fantasy (o fiabesco se si preferisce).
Tre personaggi che sembrano uscire dallo schermo tanto sono splendidamente disegnati e che a modo loro sono perfettamente in linea coi numerosi eroi narrati da To: Tony , appassionato di judo che girovaga alla ricerca della sfida che plachi la sua voglia di combattere, Sze To , una volta grande judoka e ora gestore di un night bar e alle prese con debiti e alcool, Mona , una giovane alla ricerca della fama e della notorietà disposta a tutto pur di ottenerla.
I loro destini si incrociano con maestri di judo, boss accaniti frequentatori di sale videogames, campioni di judo che già una volta incrociarono la strada di Sze To, scagnozzi obesi e gente da night.
Ognuno a modo suo otterrà ciò che vuole, risollevando le sorti della propria vita e dei propri destini.
Il contesto in cui il regista cala la storia è banale, fin troppo ovvio, ma la sostanza che ci mette dentro è superba. I personaggi, e non solo il trio principale, sono caratterizzati in modo vivace e per nulla manierato; nel corso della storia emergono i consueti concetti della lealtà, dell'amicizia, della solitudine, della sfida che questa volta è a mosse di judo, senza neppure l'ombra di una pistola; ma ciò che fa di questo film un autentico gioiello è la magistrale capacità di To di far emergere l'aspetto umano, estraniando quasi i protagonisti di cui non sappiamo nulla, ma che ci sembra di conoscerli da una vita, li inserisce nella solita Hong Kong fatta di luci e di vicoli deserti con ambientazioni che sembrano un po' Police Tactical Unit e un po' Breaking News, sostituisce le danze con le pistole coi combattimenti di judo fatti di incroci di corpi che volano e si avviluppano, disegna con colori indimenticabili gli ambienti bui del night, solo di rado attraversati da bagliori improvvisi e naturalmente non fa mancare la sua consueta ironia come nella scena della fuga nel gabinetto in condominio del night.
La regia tocca le vette più elevate, risultando senz'altro tra i film di To meglio girati, coi ritmi giusti e con riprese che strappano l'applauso e la scena della fuga di Mona inseguita dagli sgherri della bisca con vorticosa scia di banconote svolazzanti va inserita di diritto tra le più belle della storia del cinema.
Una splendida colonna sonora , ben incastonata nel film, completa l'opera, così come la bravura dei tre protagonisti.
Non è un film minore e neppure leggero, è semplicemente un caleidoscopio di immagini che appagano gli occhi e un concentrato di emozioni che fanno sorridere ed anche commuovere.

giovedì 17 dicembre 2009

Vengeance ( Johnnie To , 2009 )


*****
Storie di killer e di vendetta (con Melville sullo sfondo)

Nonostante la massiccia livrea tinta di Europa e di cosmopolitismo linguistico, l'ultima fatica del Maestro di Hong Kong è saldamente e tenacemente inserita nel solco cinematografico tracciato negli anni dal regista; semmai la coproduzione francese, nonchè la presenza di una star come Johnny Hallyday , non potranno che portare vantaggi sulla distribuzione.
Francis Costello (potenza del nome...) accorre al capezzale della figlia miracolosamente salvatasi dalla carneficina che ha sterminato la sua famiglia; ora è uno chef e possiede un ristorante nella Parigi che conta ma nel passato ha maneggiato con arte la pistola e porta come ricordo una pallottola in testa che gli procura problemi con la memoria.
Quando la figlia prima di essere riportata in Europa le chiederà vendetta, lui da vecchia volpe rizzerà le antenne e non gli parrà vero di vedere all'opera in maniera chirurgica tre killer legati alle triadi.
L'offerta è succulenta: vendetta in cambio di contanti , del ristorante ( dal nome profetico "i Fratelli") e della casa parigina.
I tre killer accettano anche perchè scatta in loro quel senso dell'onore e della lealtà che li porta ad aborrire l'uccisione dei due piccoli nipoti di Costello.
La brigata si mette quindi sulle tracce degli assassini e una volta scovati , sapranno che il mandante della carneficina è il boss dei tre, un mr Fung/Simon Yam intriso di ferocia. Non avranno dubbio i tre con chi schierarsi, reiterando quella rivolta dei boiardi che tante volte To ha proposto nei suoi lavori.
Sarà comunque Costello a mettere fine alla vicenda dimostrando che le stigmate del killer sono ancora fresche in lui.
Ancora una volta quattro personaggi ai limiti, chiusi nel loro destino, legati da una amicizia che sembra provenire dai canyon del Nevada, drammaticamente leali e con la loro etica purissima; stavolta To li muove tra Macao e Hong Kong mostrandoci un po' meno del ventre molle delle due ex colonie; ci regala alcune scene magnifiche tra cui una sparatoria al chiaro di luna che va e viene e un inseguimento a ritroso tra poggia e selve di ombrelli in cui un po' tutti ci siamo sentiti Costello; ma soprattutto fa sfoggio di una regia raffinatissima da leccarsi i baffi, senza mai una battuta a vuoto, scandita da un ritmo che non è frenetico ma costante e coinvolgente.
Ai soliti noti Anthony Wong, Simon Yam ,Suet Lam , tutti sempre efficaci e bravi si affiancano il carisma e gli occhi di ghiaccio di un grande Johnny Hallyday, la cui risata in riva al mare chiude il film con un tocco enigmatico e amaro.

domenica 15 novembre 2009

Running out of time ( Johnnie To , 1999 )


Giudizio: 7.5/10
Noir leggero

Gustosissimo noir , un po' meno nero del solito, questo lavoro di Johnnie To, confezionato con molta ironia e leggerezza.
Cheung, ladro gentiluomo e un po' atipico, dopo avere scoperto di avere ormai poco da campare causa un cancro, mette in piedi un colpo con relativa fregatura da tirare ad un boss malavitoso: in modo più o meno volontario coinvolge e attira, quasi fosse un gioco, il detective Ho, alle prese con colleghi inetti e costretto grazie alla sue doti di negoziatore a mettere riparo alle loro malefatte.
Tra i due nascerà una sorta di strana complicità e "amicizia", necessarie ad entrambi per portare a termine i loro piani.
E' questo forse l'unico film di To, commedie escluse, in cui non assistiamo alle leggendarie sparatorie, agli inseguimenti arditi e ai corpi trafitti da pallottole; tutta la storia è sapientemente giocata su un piano etereo con scampoli da commedia , a tratti addirittura comici. Il tema dell'amicizia virile e della lealtà è visto con occhio più divertito e meno tragico, non per questo risultando però meno incisivo. Il sottile gioco che si insinua tra i due, fatto di mezze verità e mezze menzogne, condurrà ad un finale col sorriso sulle labbra , solo appena venato di mestizia.
E' quindi ancora una volta la dinamica delle relazioni tra i personaggi ad incuriosire il regista che anche in questo caso ce li disegna come eroi solitari e ben calati nelo loro destino.
La scena nella sala da bowling, perfetto controaltare non violento ai duelli cruenti tipici di To, risulta ugualmente molto ben costruita e giostrata nello spazio scenico.
Bravi i due attori principali : Andy Lau nel ruolo di Cheung ,perennemente in bilico tra mestizia e sorriso accattivante, e Lau Ching-Wan nel ruolo dell'ispettore Ho.
Ritroveremo la stessa leggerezza e ironia quasi 10 anni dopo in Sparrow, a dimostrazione che la classe non è acqua.
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