giovedì 5 luglio 2012

The Emperor's shadow / 秦颂 ( Zhou Xiaowen / 周晓文 , 1996 )

Giudizio: 8/10
Il Primo Imperatore e la Musica

Kolossal epico storico dal budget sterminato per l'epoca, è opera di Zhou Xiaowen , regista della Quinta Generazione di cineasti cinese, quella che in qualche modo sdoganò la cinematografia nazionale facendola assurgere a livelli qualitativamente validi e, soprattutto, liberandola da quel ghetto culturale e cinematografico in cui giaceva.
Pur trattando di una epoca storica lontanissima e tragica, qualche celato rimando alla realtà della Cina contemporanea c'è, nonostante il regista abbia sempre dichiarato la sua avversione per la Storia, anche per giustificare qualche inesattezza  che emerge nella narrazione.
Pensare comunque a The Emperor's shadow come ad un film storico in senso stretto è comunque fondamentalmente sbagliato, perchè di fatto il racconto è incentrato sul rapporto, nato sin dalla tenerissima età, tra Ying Zheng, futuro Re dello Stato di Qin e successivamente primo Imperatore della Cina unificata dopo avere sconfitto tutti gli altri Regni e Gao Janli, musicista virtuoso del qi, lo strumento a corde cinese tradizionale.

I due, legati dalla stessa madre di latte all'epoca in cui l'infante Ying era tenuto prigioniero in ostaggio presso il Regno di Yan, svilupparono un legame artistico-musicale contorto che portò Gao a divenire il musicista di corte del futuro Imperatore.
Zhou dedica tutta la narrazione alla descrizione di questo rapporto che farà di Gao la tragica ombra del Re Qin, dilungandosi in riflessioni sulla musica e sulla sua funzione educativa e di collante per la nascitura nazione cinese, un'arte che nutre "la mente ed il cuore" dei soldati e del popolo (chissà quanto casuale è il rimando alla concezione maoista della musica...).
La storiografia ufficiale, almeno in gran parte , ha dipinto Ying Zheng (conosciuto col nome imperiale di Qin Shi Guandi) come un personaggio feroce e spietato, a partire dagli storici del periodo Han che ovviamente avevano le loro finalità politiche ed il film non si discosta molto da ciò ,avendo però il pregio non indifferente di disegnare la figura dell'Imperatore all'interno di un'epoca storica  segnata dalla ferocia e dalla violenza più sfrenata in cui si viveva per fare la guerra e si moriva di morte violenta sempre.
Zhou Xiaowen contestualizza quindi la figura dell'Imperatore all'interno del periodo storico rispetto al quale appare assolutamente coerente, costruendone un ritratto dal quale emerge una certa passione per l'arte e una combattuta coscienza dell'importanza dell'esercizio del potere, adeguandosi almeno in parte ad una sguardo revisionista sulla figura di Qin Shi Guandi che negli ultimi anni ha cercato in qualche modo di rivalutarne la figura.
Il film comunque è essenzialmente il contrasto, ora odio ora quasi attrazione (tralasciando la probabile partecipazione indiretta del musicista ad uno dei numerosi attentati subiti dal Re, aspetto che il regista trascura completamente), tra due figure forti e decise ad imporre il loro ruolo (il potere l'uno, il romanticismo artistico l'altro) e su questo il film va valutato, rimanendo il contesto storico-politico molto sullo sfondo rispetto alla storia personale dei due uomini.
Quello che sicuramente emerge maggiormente a livello di ambientazione è la descrizione di un epoca tragica, dominata da un senso di sacrale ineluttabilità che si insinua in tutto il racconto pur senza prendere mai di petto, come detto, gli eventi storici in senso stretto: per tale motivo è profondamente errato considerarlo un film storico in senso classico, anche se l'epica del racconto emerge, ma soprattutto nella tragicità delle storie personali; che poi il film abbia un indubbio impianto da kolossal questo è innegabile, ma il tutto rimane sempre come un contorno grandioso per una storia tutto sommato piccola.
L'essersi affidato a due totem cinematografici come Jiang Wen e Ge You, sta a dimostrare ulteriormente la scelta di centrare il fuoco del racconto sulle due personalità; inutile dirlo , ma l'interpretazione dei due attori è superba: il primo nei panni del futuro imperatore ha la giusta faccia carica di dramma interiore, l'altro contrappone la sua "scapigliatura " e il suo "sturm und drang" da romantico musicista con grande capacità recitativa.

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