venerdì 20 luglio 2012

The second woman / 情谜 ( Carol Lai MiuSuet / 黎妙雪 , 2012 )


Giudizio: 6.5/10
L'ossessiva ambiguità

Poliedrico personaggio del panorama cinematografico HKese con alle spalle 5 film , svariate sceneggiature e produzioni, Carol Lai dirige questo thriller psicologico su cui aleggiano forti ombre hitchcokiane che affondano le radici nella abusatissima situazione di ambiguità della personalità, al limite della schizofrenia.
E' una storia, neppure troppo intricata, in cui si mette in scena l'ossessione amorosa e quella artistico-professionale, lo scambio ripetuto e contorto di personalità, il palcoscenico, luogo della finzione per eccellenza, che diventa lo specchio e la fenomenologia della realtà; tutto ruota su una coppia di sorelle gemelle pericolosamente accomunate dalla passione per lo stesso uomo e per la recitazione, così uguali tra di loro nell'aspetto, ma nel profondo diverse e, a modo loro, diaboliche.
E' infatti un duello di ambiguità quello che la regista mette in mostra, giocando su eventi che scompaginano le esistenze e rimescolano le personalità, in un rincorrersi , a volte confuso a dire il vero, che sostiene una atmosfera da thriller dove però tutto sembra già scritto in maniera chiara ben prima che avvenga.

Il sovrapporsi di realtà differenti, tra cui quella della finzione recitativa che alla fine , paradossalmente, risulta essere la più vera, lungi dall'appassionare, si trascina stancamente, soprattutto quando l'aspetto da thriller classico tenta di prendere il sopravvento, con tanto di coppia di improvvisati detective, tralasciando invece quel clima di ossessione e di morbosità che solo raramente cerca di emergere.
Tecnicamente il film è ben gestito, soprattutto nella frequente presenza sullo schermo della due gemelle, ovviamente interpretate dalla stessa attrice ed il finale melodrammatico tenta il colpa di coda che lasci il segno, ma nel complesso il lavoro soffre di numerosi difetti, principalmente di scrittura.
Nel vastissimo panorama di lavori che raccontano storie di doppiezza , di gemelli, di vite sovrapposte che si odiano vicendevolmente, The second woman passa senza lasciare una traccia particolarmente significativa, nonostante il cast tecnico di tutto rispetto.
I due attori principali, entrambi sulla cresta dell'onda, non appaiono a loro agio: Shawn Yue, messe da parti le vesti del farfallone un po' cialtrone indossate nei lavori di Pang, non sembra possedere la grinta drammatica che il ruolo impone e la pur brava Shu Qi, soffre non poco il doppio ruolo, soprattutto per difetti di scrittura che riescono a scindere a malapena le figure delle due gemelle creando non poca confusione nel corso del racconto.

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