giovedì 6 settembre 2012

Painted Skin / 画皮 ( Gordon Chan / 陈嘉上 , 2008 )

Giudizio: 7/10
I demoni che mangiano il cuore

Segno di una Cina che cambia, Painted Skin, film del 2008, è un lavoro che va ad affondare le sue radici narrative in un ambito, quello del soprannaturale abitato da fantasmi e da superstizioni, verso il quale la censura ha sempre fatto cadere la sua immancabile scure (così come il sesso e crime story oltre ai film di denuncia sociale), che però è parte fondamentale nella storia e nelle tradizioni della cultura cinese, affrontato sempre solo e soltanto da produzioni HKesi, come fu l'omonimo titolo del 1993, ispirato anch'esso alle novelle di Pu SongLing.
Se vogliamo usare come modello narrativo quello che a tutt'oggi rimane il totem cinematografico del genere, A Chinese Ghost Story di Ching SiuTung con Tsui Hark produttore, dobbiamo dire con non molta acqua è passata sotto i ponti, risultando quest'ultimo ancora una bella spanna superiore a Painted Skin, che da parte sua offre una rilettura della storia molto più in chiave fantasy, con qualche sprazzo di azione e con l'inevitabile corredo romantico-sentimentale, affrontato con il consueto tradizionale gusto cinese.

Uomini e demoni a confronto nella storia di Gordon Chan con intrighi passionali, in una corte che si può datare in prima epoca Han in cui l'amore è sempre di tipo tribolato non solo fra umani e demonesse.spiriti-volpe, ma anche tra umani, cui la caducità del proprio essere li spinge ad una instabilità sentimentale facilmente influenzabile dalle oscure trame demoniache.
I demoni per nutrirsi di linfa vitale hanno bisogno di cuori umani freschi ancora pulsanti, appena strappati dai petti e ecco allora comparire cacciatori di anime perse, condottieri feriti nell'amore, demoni dalle fattezze sinuose umane ma dalla sostanza volpina, addirittura demoni gelosi di questa orrenda commistione sentimentale e sopra a tutto , come sempre, l'amore impossibile che sfida le regole (dell'uomo e degli spiriti).
Alcuni bei momenti il film li regala, anche grazie ad un digitale che se da un lato ferisce gli occhi, dall'altro consente acrobazie tecniche notevoli e soprattutto presenta una schiera di attori in ottima forma ben adeguati al ruolo, a partire da un Donnie Yen un po' meno cazzuto del solito passando per l'accoppiata Zhao Wei-Zhou Xun , le due facce dell'amore femmineo-demoniaco, per finire ad un Chen Kun più efebico del solito , oggetto della contesa all'ultimo battito cardiaco.
Ed ora occhio rivolto verso il sequel di Wu Ershan.

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