lunedì 16 marzo 2015

Loreak ( Jon Garano , Jose Mari Goenaga , 2014 )




Loreak (2014) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

I fiori sono il simbolo della gentilezza e dell'armonia, esseri viventi espressione della bellezza della natura, ; ma possono anche incutere sentimenti bui come rabbia e dolore; i fiori sono i protagonisti di Loreak, film basco al cento per cento, di fronte al quale anche il Premio Goya non ha potuto chiudere gli occhi, oltre al trionfo casalingo al Festival di San Sebastian.
Avvertenza necessaria: non si può parlare compiutamente  del film senza gettare qua e là qualche spoiler; se quindi volete giungere vergini alla visione, consiglio la lettura di qualche sinossi scarna che non svela nulla e che però non delinea i giusti contorni dell'opera dei due registi baschi.


Ana è una donna vittima di una vita ordinaria, lavoro negli uffici di un cantiere edile, serate davanti alla tv col marito inebetito; il tran tran quotidiano viene sconvolto da un mazzo di fiori che la donna riceve a cadenza settimanale da un ignoto, dapprima causando sconcerto, quindi sottile soddisfazione.
Benat lavora nello stesso cantiere di Ana come operatore di gru, guarda il mondo dall'alto mentre manovra i giganteschi bracci, vive con una donna separata che ha un figlio e subisce le pressioni di una madre autoritaria e insinuante.

Benat muore in un incidente stradale, i fiori non arrivano più ad Ana , la quale ricordando un breve colloquio avuto con l'uomo sul lavoro si convince che sia lui il mittente degli omaggi floreali.
Ora però i fiori anonimi arrivano sul luogo dell'incidente dove Benat ha perso la vita, scatenando la curiosità della moglie e della madre.
Loreak è film di atmosfere, privo di qualsiasi groviglio narrativo, storia che scruta la reazione alla morte e all'abbandono da parte di chi è privato di una presenza più o meno tangibile: sotto questo aspetto la pellicola funziona bene, il senso di morte e di separazione e la forza della memoria aleggiano costantemente, il sottile gioco che si crea intorno ai personaggi, seppur semplice, riesce a tenere insieme il racconto evitando derive pericolose thrilleristiche o funerarie e i personaggi , sebbene lasciati a se stessi, hanno la giusta profondità.
I fiori diventano da oggetto di gentile seduzione presunta immagini dell'accettazione  posati sul cenotafio stradale , laddove le vite di chi è stato abbandonato si intersecano.
Girato con molta pulizia alternando seducenti scorci di San Sebastian a verdi immagini fuori porta, Loreak si distingue per la costante e leggiadra presenza del senso di morte al punto che per chissà quale strano meccanismo mentale il film che più è saltato alla mente durante la visione è stato lo splendido Still Life di Uberto Pasolini ( scherzi delle sinapsi cerebrali...).
Le due protagoniste femminili, Nagore Aranburu, la silenziosa Ana e soprattutto  Itziar Aizpuru , la tormentata moglie vedova, offrono una pregevole prova che si incastona in un film dalle indubbie qualità, ma, temo, dalla non facile fruizione.


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