giovedì 5 dicembre 2013

Me Too ( Aleksei Balabanov , 2012 )

Giudizio: 7.5 /10
La landa ghiacciata desolata, il campanile e la felicità

Il Campanile diroccato si staglia al centro di una pianura ricoperta di neve e ghiaccio, costellata di morti abbattuti da una tempesta radioattiva e di persone che il campanile ha rifiutato: o ci si dissolve in fumo verso la felicità o si muore; non c'è possibilità di ritorno da quel lembo di terra che sembra il confine di un mondo in disfacimento. Questa è la meta e l'epilogo, bellissimo e poetico, del viaggio di un manipolo di persone che cercano la felicità: un ubriacone ex militare, suo padre, un criminale incallito, un musicista che sembra uscito da un film di Kaurismaki e una prostituta, personaggi simbolo di una società al bordo del baratro, che osserva il proprio dissolvimento e si affida alla estrema risorsa dell'istinto di sopravvivenza.
E' il viaggio che Aleksei Balabanov racconta in questo suo ultimo film, testamento tristemente e teneramente profetico nel suo finale quando il regista  ci mette se stesso nella misteriosa terra ghiacciata di fronte al campanile.

La parte finale di Me Too, da quando appare il carismatico campanile, vale da sola la visione di un film  in cui il regista russo da la sua interpretazione sulla condizione dell'uomo, dove traccia il tenue confine tra bene e male e dove col procedere del viaggio si abbandona una dimensione terrena per addentrarsi in un mondo filosofico e mistico: la landa ghiacciata dove tutto , comunque , avrà la sua fine.
Se nella parte iniziale e centrale Me Too si sofferma su situazioni e dialoghi a volte surreali, che fanno procedere un po' a stento il racconto, l'esplosione finale è ancora più abbacinante proprio perchè introdotta da un lento procedere in cui non succede nulla o quasi, motivo per cui lo sviluppo narrativo appare coerente alla creazione di una atmosfera che ben presto si trasforma quasi in fiaba.
Per Balabanov la felicità sembra albergare ormai lontano dalle cose terrene, la puoi raggiungere ma non la puoi raccontare, è una esperienza personale , intima cui non tutti sono destinati.
Il film ha subito l' ovvio e inevitabile paragone con modelli più vecchi e ben più noti ( lo Stalker di Tarkovskij) , operazione a dire il vero piuttosto convenzionale e superficiale: Me Too è film che vive di luce riflessa, e pur presentando dei limiti nella sua struttura, regala una visione post apocalittica dell'Uomo piena di poesia e di fascino.
Peccato solo che questo lavoro verrà tramandato ai posteri come  una sorta di testamento del regista russo che pochi mesi dopo morirà a soli 54 anni.

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