martedì 3 giugno 2014

An Episode in the Life of an Iron Picker ( Danis Tanovic , 2013 )

Giudizio: 5.5/10

Poco più di un'ora di documento filmato che più vero non si può: al massimo della perversione cinematografica della ricerca del vero, infatti, An Episode in the Life of an Iron Picker, racconta una storia ordinaria vissuta con gli interpreti che recitano se stessi, autentici protagonisti di una vicenda avvenuta nella moderna Bosnia, paradigma di  disagi di e diseguaglianze sociali; il film è un documentario a tutti gli effetti, diciamo differito, in cui si ripercorrono gli eventi ripresentandoli sotto forma di finzione.
Nelle montagne innevate della Bosnia vive una famiglia di etnia Rom: il capofamiglia sbarca il lunario rivendendo ferraglia , la moglie sta a casa ad accudire le due figliolette, un quadro ordinario , quasi di benessere, nonostante l'emarginazione in cui vive la famiglia sia ben evidenziata; vita ordinaria fatta di piccole cose ma con il calore della famiglia.

Quando la donna ha un aborto spontaneo e deve sottoporsi ad un intervento chirurgico, non godendo dell'assistenza sanitaria deve pagare per sottoporsi all'operazione (cosa che è bene dirlo funziona così in quasi tutto il mondo); i soldi non ci sono e l'affannosa ricerca di un'atto di pietà risulta vana, come quella di procurarsi i soldi: non basterà all'uomo fare a pezzi l'auto e venderla come metallo e nonostante la solidarietà dei vicini gli risulta impossibile mettere insieme il denaro.
Il dramma verrà evitato e il finale sarà lieto.
Come detto la famiglia Rom è la protagonista della storia vera e di quella filmata, motivo per il quale definire neorealista il film è esercizio piuttosto superfluo; quello che manca alla pellicola è proprio lo smarcarsi dal canovaccio scritto nella realtà di cui vuole essere specchio fedele; nonostante la breve durata il lavoro di Tanovic non convince granchè e annoia abbastanza, anzitutto perchè regala una buona dose di opportunismo emozionale gratuita e poi perchè quel seguire da presso ogni mossa del capofamiglia rigattiere alla lunga stanca, per di più il frignare e l'urlare continuo delle due ragazzine risulta fastidioso non poco, ma questo è un film verità quindi bisogna accettarlo.
Cosa resta del film quindi? Qualche bella immagine, una storia francamente troppo ordinaria che vorrebbe porre il dito nella piaga di una situazione sociale tipica di un paese che esce dal buio della storia, una denuncia contro le diseguaglianze sociali ( ma ne abbiamo visti decisamente di meglio in tal senso), il dubbio che il tutto sia una ipocrita lavata di coscienza sociale, compreso il premio ricevuto a Berlino dal film e dal Rom capofamiglia come miglior attore; qualcuno si sarà chiesto che vita fa oggi la famiglia Rom bosniaca che vive tra i monti?

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