domenica 1 febbraio 2015

The White Haired Witch of Lunar Kingdom / 白发魔女传之明月天国 ( Jacob Cheung / 張之亮 , 2014 )

Giudizio: 5/10

Produzione dai connotati kolossal a cura della Bona Film, specializzata negli ultimi anni nelle coproduzioni Cina-Hong Kong, film dal budget sterminato che getta sul tavolo l'accoppiata Fan Bingbing-Huang Xiaoming con il supporto di Vincent Zhao, la regia di Jacob Cheung e addirittura la supervisione artistica di Tsui Hark, The White Haired Witch of the Lunar Kingdom è probabilmente l'esempio più lampante della tendenza in auge in Cina di combattere la cinematografia americana maistream sul piano delle megaproduzioni.
Il film in effetti ha ottenuto un grosso successo commerciale, forte anche dell'apporto dato dal 3D, ma come spesso accade in questi casi, a meno che la pellicola non sia plasmata da personaggi quasi infallibili come lo stesso Tsui Hark ad esempio, la qualità artistica complessiva non risulta di quelle da tramandare ai posteri.
Risultato di tutta l'operazione è un film con mirabilie tecniche, impressionanti lavori di grafica digitale ma non sorretto da un livello narrativo adeguato, per cui The White Haired Witch è lavoro tipico da famiglia al cinema con pop corn e coca cola che si vede anche piacevolmente a livello di intrattenimento, ma che , ne siamo ben certi, non lascerà minima traccia nel tempo.


Eppure Cheung aveva come modello ispirativo sia un testo letterario scritto da uno degli autori di novelle wuxia più importante del XX secolo, Liang Yusheng, e alcune opere cinematografiche,  che a quello stesso testo si ispirano, l'ultima delle quali negli anni novanta,The Bride with the White Hair diretta da Ronnie Yu con il grande Leslie Cheung e Brigitte Lin nei ruoli da protagonisti; come spesso succede, basta rifarsi alle varie Storie di Fantasmi cinesi mutuate dall'originale, i risultati latitano e il giudizio rischia di esser più spietato di quanto effettivamente meriti il film.
Il problema di The White Haired Witch, nonostante l'accoppiata di attori di lusso, risiede proprio nella poco convincente aderenza tra i personaggi e i due attori: Fan Bingbing è bellissima, splendida, ma il suo ruolo viene disegnato con troppa fretta e la sua prova alla recitazione ne risente pesantemente; Huang Xiaoming sembra invece essere tornato quasi a quei ruoli post adolescenziali che ne avevano contrassegnato gli esordi, dando un spessore insufficiente al suo personaggio eroico.
Se a tutto ciò aggiungiamo che tutta la storia d'amore e passione, di fedeltà e di inganno che ruota intorno alle gesta dei due protagonisti, ambientata in epoca Ming tra cospirazioni di corte e lotte di potere, improntata da atmosfere da fantasy risulta troppo raffazzonata, frettolosa e lacunosa, il risultato per il lavoro di Cheung non può che essere almeno parzialmente deludente.
Indubbiamente costumi e ambientazioni, paesaggi e scenografie hanno come precipua fonte di ispirazione i lavori di Tsui Hark, e c'è da giurarci che in questo campo il regista ci abbia messo lo zampino, ma il film è troppo rivolto alla ricerca della spettacolarità a discapito dell'approfondimento dei personaggi e della storia stessa che troppe volte appare superficiale.
Come film di intrattenimento senza troppo impegno The White Haired Witch of Lunar Kingdom ha degli indubbi pregi, ma nel complesso il lavoro di Jacon Cheung passa via come acqua sulla roccia, nonostante gli sforzi e gli sfarzi, nonostante Fan Bingbing, Huang Xiaoming e Vincent Zhao e nonostante la supervisione artistica di Tsui Hark.


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