giovedì 8 settembre 2016

Maudite Poutine ( Karl Lemiuex , 2016 )




Maudite Poutine (2016) on IMDb
Giudizio: 5/10

Nell’immaginario collettivo l’idea del Canada è spesso sovrapposta a quella degli spazi infiniti, luogo dove la sterminata forza della natura si concretizza quasi con l’idea spirituale dell’eternità e dell’infinito; il regista canadese Karl Lemieux ci mostra invece come lo stesso paesaggio che si estende oltre la nostra vista diventa una minuscola cella , quella nella quale ci può racchiudere la solitudine e l’isolamento.
Per fare ciò ci racconta una storia di violenza bruta, ambientata nel Quebec, nella quale i componenti di una band rockettara heavy metal per finanziarsi la registrazione di un album ha la furba idea di rubare della droga ad una gang locale che domina il territorio: prima una bella ripassata di botte e poi la richiesta senza mezzi termini a restituire una quota di denaro equivalente al furto pena guai di gran lunga superiori.
Vince , il batterista della band, ha un fratello che frequenta i malavitosi e che per tale motivo non frequenta più da tempo, ma la necessità di salvare la pelle lo porta a riallacciare un legame che si era col tempo quasi dissolto.


La storia semplice e tutto sommato banale ben presto però diventa di assoluta secondaria importanza di fronte alla ricerca stilistica esasperata che il regista decide di intraprendere: bianco e nero sostenuto dal 35 mm che accentuata le immagini sgranate, riprese sfocate, piani visivi sovrapposti, lunghi piano sequenza alimentati da una musica monocorde crescente che solo raramente lascia spazio all’heavy metal, una costruzione insomma che sembra ispirarsi più al cinema sperimentale, seppur datato, che al moderno linguaggio digitale.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

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