venerdì 2 settembre 2016

The Handmaiden ( Park Chan-wook , 2016 )




The Handmaiden (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

Se Thirst poteva apparire come un lavoro quasi sperimentale nel quale fede e vampiri cercavano una difficile coniugazione narrativa e Stoker una divagazione occidentale con tanto di contorsione stilistica associata, The Handmaiden, proprio alla luce dei due precedenti lungometraggi ,conferma in maniera netta ed inequivocabile una sterzata spettacolare nella cinematografia di Park Chan-wook.
Alla luce di ciò va premesso che il film è caldamente sconsigliato agli orfani inconsolabili della Trilogia della Vendetta: ad oltre dieci anni di distanza dall’ultimo capitolo di quello straordinario trittico, Park è un altro regista, inutile ricercare quel cinema primordiale, cattivo, asciutto, ma ricco del suo stile rivoluzionario, perché l’evoluzione di Park ha toccato altri lidi, forse più convenzionali ma non per questo meno apprezzabili.


Leggere critiche che rinfacciano al regista di avere dimenticato la Trilogia in favore di uno stanco formalismo estetico fa pensare a certi integralismi cinematografici che nascono dal pensare che un autore debba rimanere sempre uguale a se stesso, pena l’abiura dei suoi fans.
La premessa era d’obbligo perché è alla base delle controversie che The Handmaiden ha ingenerato nel pubblico e nella critica di tutto il mondo, a dimostrazione comunque della considerazione che il regista coreano ha raggiunto, essendo stato, tra l’altro, uno dei pochi registi orientali ad uscire con le ossa intatte dal suo incontro col cinema occidentale.
Ispirato al romanzo Fingersmith della scrittrice gallese Sarah Waters, Park cambia l’ambientazione vittoriana del racconto e la trasporta nella Corea degli anni Trenta durante l’occupazione giapponese, operazione che gli consente di gettare uno sguardo su un periodo storico e su una sanguinosa contrapposizione tra Corea e Giappone che nel cinema coreano degli ultimi due anni è stata finalmente affrontata squarciando il velo di doloroso pudore col quale i coreani tendono a nascondere quell’epoca storica; sebbene The Handmaiden non sia propriamente un film storico, indubbiamente Park il dito nella piaga della occupazione giapponese ce lo affonda, seppur a modo suo.


Il racconto ruota sulla figura di una ricca e fragile ereditiera (Lady Hideko) che vive in una lussuosa villa per metà in stile inglese e per metà giapponese, sotto la protezione di un grottesco zio erotomane e grande collezionista di opere letterarie a sfondo sessuale la lettura delle quali allieta le serate di un ristretto gruppo di nobili in cerca di stimolazioni pruriginose; tra essi il conte Fujiwara, in realtà un impostore falsario di opere d’arte che trama per sposare la ricca Hideko, ricoverarla presso un manicomio ed impossessarsi della cospicua eredità.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

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