lunedì 13 febbraio 2017

Her Mother ( Sato Yoshinori , 2016 )



Giudizio: 7/10

Quando la giovane figlia viene uccisa dal marito praticamente sotto i suoi occhi, la vita di Harumi cambia in modo drastico e per sempre: l’atto compiuto dall’uomo è inspiegabile, anche se i due erano sul punto di separarsi e in sede di processo Koji, l’assassino , inculca il dubbio in Harumi accusando la figlia defunta di aver progettato l’omicidio del marito per riscuotere la polizza assicurativa sulla vita; le prove di quanto dice sono sul cellulare della donna morta. Harumi si separa dal marito subito dopo il delitto: rancori , sensi di colpa insanabili e accuse reciproche portano i due a dividere le loro strade. Harumi sa dove è il telefono ma essendo protetto da un codice non riesce ad accedervi e si guarda bene dal consegnarlo alle autorità; Koji è condannato alla pena capitale.


Sei anni dopo l’uomo è ancora in galera in attesa della applicazione della sentenza, Harumi vive da sola, con il solo conforto del fratello; il marito invece crede di avere trovato la pace grazie alla religione cattolica che ha abbracciato e millanta di aver perdonato l’assassino di sua figlia; Harumi invece ha sempre quel telefono che inizia a pesare come un macigno sulla propria coscienza, ma soprattutto non riesce ancora a farsi una ragione dei fatti avvenuti; decide quindi di andare a fare visita al genero in carcere e qualcosa nella sua mente si insinua: forse Koji è l’unico che riesce a capire il suo dolore e probabilmente è l’unico che può una volta per tutte chiarire quello che è successo  prima del delitto.

E’ proprio sul rapporto che si crea tra i due, dapprima carico di odio e di silenzi  da un lato e di prostrazione dall’altra che Sato costruisce l’asse portante di Her Mother: le visite di Harumi al genero diventano sempre più frequenti, l’odio lascia lo spazio al dolore e alla incredulità, per l’uomo è il momento di mettersi almeno in parte la coscienza a posto; sta di fatto che dopo essere stata tenacemente favorevole alla condanna a morte per l’uomo, la donna inizia a vedere la sentenza in maniera meno convinta, al punto di farsi firmataria lei stessa  di una richiesta di grazia, attirandosi il rancore del marito e della famiglia.
La recensione completa può essere letta su Her Mother

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