sabato 14 febbraio 2026

The Old Woman with the Knife ( Min Kyudong , 2025 )

 




IMDB

Giudizio: 7.5/10

Nel panorama del cinema sudcoreano contemporaneo, spesso caratterizzato da una sorprendente ibridazione di generi e da una raffinata attenzione alla dimensione morale dei personaggi, The Old Woman with the Knife di Min Kyu-dong, autore che sin dall'esordio nel 1999 con Memento Mori secondo atto della serie Whispering Corridors in cui fu regista in coppia con Kim Tae Young ha dimostrato indubbie qualità,  emerge come un’opera pervasa da una misurata ambizione . 
Presentato in anteprima alla Berlinale del 2025, il film rappresenta l’adattamento cinematografico del romanzo Pagwa di Gu Byeong-mo e si configura come un thriller d’azione che trascende i codici del genere per riflettere su temi esistenziali e identitari di grande profondità.
Il film segue Hornclaw, una sicaria sessantacinquenne che da oltre quarant’anni lavora per un’organizzazione clandestina specializzata nell’eliminazione di criminali e individui ritenuti “nocivi”. Considerata una leggenda nel suo ambito, la protagonista vive una fase di progressivo declino fisico e di instabilità emotiva che sembrano condurla inevitabilemnte alle porte del ritoro di scena, mentre l’ingresso di un giovane assassino, Bullfight, innesca un conflitto personale e professionale destinato a destabilizzarne l’esistenza. 
Già nella premessa narrativa emerge uno degli elementi cardine dell’opera: l’uso del thriller come veicolo per una riflessione etica. L’organizzazione per cui Hornclaw lavora si autodefinisce un servizio di “disinfestazione”, suggerendo un’ambiguità morale che attraversa l’intero film e mette in discussione il concetto di giustizia privata. 
Il tema più evidente  di certo però non il più innovativo, riguarda la rappresentazione dell’invecchiamento all’interno di un genere tradizionalmente dominato da protagonisti giovani o maschili. Hornclaw è un personaggio che vive una tensione costante tra la persistenza della propria competenza e la consapevolezza del deterioramento fisico.
Il film utilizza questa dicotomia per riflettere sul rapporto tra identità e funzione sociale. La protagonista ha costruito la propria esistenza interamente attorno alla violenza professionale, e il venir meno delle sue capacità operative coincide con una crisi ontologica: senza il lavoro, Hornclaw rischia di perdere il senso della propria esistenza. Questo conflitto tra utilità sociale e valore individuale diventa uno dei fulcri tematici dell’opera, mostrando come l’invecchiamento possa trasformarsi in una forma di invisibilità sociale.
La pellicola sottolinea simbolicamente questo tema attraverso elementi ricorrenti, come l’adozione di un cane anziano e l’attenzione verso oggetti o prodotti “scartati”, che fungono da metafora della marginalizzazione degli individui considerati ormai inutili. 



Diversamente da molti action contemporanei, Min Kyu-dong non romanticizza la violenza, le sequenze d’azione sono viscerali e coreograficamente elaborate, ma risultano sempre accompagnate da un senso di gravità emotiva. La narrazione insiste sulle conseguenze psicologiche delle uccisioni, suggerendo che ogni omicidio lasci una cicatrice morale e contribuisca all’isolamento della protagonista. 
La struttura narrativa del film rafforza questa prospettiva attraverso un uso estensivo dei flashback, che collegano il presente alle esperienze traumatiche del passato di Hornclaw, inclusa la sua prima uccisione avvenuta per autodifesa. 
Tale scelta stilistica produce un duplice effetto: da un lato, costruisce una genealogia della violenza che spiega la formazione del personaggio; dall’altro, evidenzia la circolarità del trauma, suggerendo che il passato, autentico primum movens, non può mai essere definitivamente superato.
Accanto al tema della violenza, il film sviluppa un’intensa riflessione sulla solitudine: Hornclaw vive inizialmente come una figura completamente alienata, incapace di stabilire relazioni autentiche, vuoi per il la professione che svolge, vuoi per un cinismo e un abbrutimento cronico. Tuttavia, il contatto con il veterinario che ha in cura il suo vecchio cane trovatello e con la sua famiglia introduce una dimensione affettiva che mette in crisi il suo codice professionale. 
Questa dinamica evidenzia un conflitto centrale: la possibilità di redenzione è costantemente ostacolata dall’impossibilità di sfuggire al proprio passato e quindi al proprio ruolo. Il film suggerisce che la vulnerabilità emotiva, pur rappresentando un rischio per la sopravvivenza della protagonista, costituisce anche l’unica via verso una possibile umanizzazione.
Il rapporto tra Hornclaw e Bullfight introduce una dimensione ulteriore, legata allo scontro tra generazioni e alla mutazione delle strutture di potere. Bullfight rappresenta una nuova concezione della violenza, più individualista e priva del codice morale che regolava l’operato della protagonista.
Parallelamente, l’organizzazione per cui lavorano evolve verso una logica puramente economica, perdendo la dimensione ideologica originaria. Questo passaggio suggerisce una critica implicita alla trasformazione del capitalismo contemporaneo, dove anche la violenza diventa una merce regolata dal profitto.
Dal punto di vista formale, il film adotta una struttura non lineare basata sull’alternanza tra presente e passato. I flashback non hanno soltanto una funzione esplicativa, ma costruiscono una narrazione della memoria, nella quale la soggettività della protagonista si forma attraverso la rielaborazione del trauma.
Tuttavia, questa scelta stilistica genera anche alcune criticità: ad esempio l’eccessivo ricorso alle sequenze retrospettive rischia di appesantire la narrazione e di compromettere la coesione drammatica anche se la tensione che si crea durante il film e le frequenti scene di azione fanno sì che l'equilibrio viene preservato con buona efficacia, anzi la frammentazione temporale rispecchia efficacemente la psicologia della protagonista, evidenziando la difficoltà di separare l’identità presente dalle esperienze passate.
Min Kyu-dong dimostra una notevole versatilità stilistica, combinando sequenze d’azione spettacolari con momenti di introspezione emotiva ( magistrale la scena finale vuoi per la location che per la costruzione). Il regista adotta un’estetica che privilegia il realismo della violenza, cercando di rendere ogni combattimento espressione del carattere dei personaggi. 
L’uso di ambientazioni simboliche – come il parco divertimenti abbandonato che ospita lo scontro finale – rafforza il tema della decadenza e della perdita di senso, trasformando lo spazio scenico in una metafora della condizione esistenziale di Hornclaw.
La performance di Lee Hye-young costituisce uno degli elementi più significativi del film. L’attrice costruisce un personaggio straordinario, capace di alternare freddezza professionale e fragilità emotiva, conferendo credibilità a una figura che rischiava di rimanere confinata nel cliché dell’assassino veterano. 
Nel suo insieme, The Old Woman with the Knife può essere interpretato come una riflessione sull’identità individuale di fronte al tempo e alla memoria. I principali nuclei tematici dell’opera possono essere sintetizzati quindi  nellinvecchiamento come crisi identitaria, nella violenza come destino e colpa, nella solitudine e la ricerca di connessione umana e nel conflitto tra passato e presente che si pone come un ostacolo apparentemente insuperabile nel percorso di redenzione.
The Old Woman with the Knife rappresenta un esempio significativo di come il cinema di genere possa trasformarsi in uno strumento di riflessione filosofica e sociale. Pur mantenendo le caratteristiche spettacolari del thriller d’azione, il film si distingue per la profondità psicologica e per la complessità tematica, offrendo una meditazione intensa sulla fragilità dell’identità e sul peso delle scelte morali.
Min Kyu-dong realizza così un’opera che, pur non priva di imperfezioni strutturali, si impone come un contributo originale al cinema contemporaneo, capace di coniugare intrattenimento e introspezione con rara efficacia.



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Condividi