Giudizio: 7.5/10
Dopo averci profondamente deluso al Far East Film Festival di Udine del 2013 con il più che mediocre The Aswang Chronicles , Erik Matti, uno dei registi filippini più stimati, ci regala con On the job un lavoro nel quale convergono filoni del poliziesco di ispirazione europea ( il noir francese e il poliziottesco italiano) e di ispirazione Hkese ( Johnnie To) : il risultato è una crime story che si riduce ad un cinematografico guardie e ladri costruito con grande sapienza.
Da un lato due killer appartenenti a generazioni diverse uniti dal comune bisogno di denaro per finanziare gli studi in Legge della figlia uno e le cure per la madre malata l'altro: escono dalla prigione per brevi permessi e mettono in atto il lavoro, il tutto con la ovvia complicità delle autorità carcerarie e sotto la guida di una misteriosa donna che li assolda; dall'altra il rampante agente del National Bureau Investigation e il poliziotto di quartiere, uno dei pochi ancora a vedere nel suo lavoro il ruolo sociale : entrambi si tirano dietro passato e presente ingombranti tra il ricordo di un padre ucciso in circostanze misteriose su cui è stato gettato fango per il primo e un figlio pericolosamente vicino al malaffare il secondo.

