sabato 5 marzo 2011

Il discorso del Re ( Tom Hooper , 2010 )

Giudizio: 6/10
Il Re nudo e l'Oscar annunciato


E' stato il vincitore annunciato dei più prestigiosi premi nella notte degli Oscar, e non poteva essere altrimenti, essendo un film di stampo classico, politicamente corretto, di quelli che ad Hollywood piacciono molto, nonostante, per lo meno tra le nominations , ci fossero svariati lavori sicuramenti più validi sia come film che come regia.
Non che la pellicola sia brutta, tutt'altro: è film che si vede piacevolmente, con una regia diligente, attori bravissimi, in cui si mescolano nelle giuste dosi storia, vicende private, politica, dramma personale che rischia di influire sugli eventi storici; insomma tutto quanto serve a costruire un film che possa attirare l'attenzione del grande pubblico.
La vicenda del Duca di York, futuro sovrano d'Inghilterra, raccontata negli anni  che precedono lo scoppio della seconda guerra mondiale, in effetti si presta molto bene come copione, avendo le stigmate della storia privata che si fonde con quella pubblica, proprio negli anni in cui i mass media entravano in possesso della formidabile arma radiofonica: un futuro re che non possedeva nè il carattere nè, soprattutto, la capacità dialettica che si richiedono per un simile compito.
Ed in effetti la figura di Giorgio VI è ben indagata, allorquando quelle che debbono essere solo delle terapie logopedistiche diventano una sorta di sedute psicanalitiche tendenti a portare alla luce i conflitti che sono alla base della grave forma di balbuzie che affligge il sovrano: in questo modo il regista ci presenta una persona fragile, che ha sempre vissuto come vessazioni violente lo stile di vita che si impone ad una famiglia reale fino a portarlo ad un livello di inadeguatezza che si manifesta drammaticamente nella sua parlantina tutt'altro che fluente.
Il re è nudo , quindi, ma i metodi poco canonici di Lionel Logue, personaggio a metà tra il millantatore e il santone, australiano dall'approccio molto disincantato, ma fermamente convinto delle sue tecniche , serviranno a trasformare un timido balbuziente in un sovrano che sarà amatissimo dal suo popolo, proprio quando le responsabilità inizieranno a pesare sulle sue spalle in maniera drammatica (memorabile la scena del re che osserva rapito le capacità oratorie di Hitler in un filmato).
La regia di Hooper è misurata, ordinata ma assolutamente priva di qualsivoglia spunto di genialità o di originalità (il che rende veramente incredibile il premio per la regia assegnatogli), e tutto il film in generale soffre di questo difetto; viceversa il contributo dato da Colin Firth e da Geoffrey Rush è assolutamente eccezionale , tanto da far sì che Il discorso del Re possa essere considerato uno di quei lavori che fonda il suo successo e gran parte dei suoi lati positivi proprio sull'interpretazione degli attori.
Hollywood ha quindi premiato un lavoro che diligentemente si inserisce sui più tipici binari del cinema classico, ma che a ben guardare rimane un po' troppo distante e freddo e in cui gli unici lampi di fulgore provengono da una coppia di attori che come poche sa reggere sulle spalle un intero film

6 commenti:

  1. un film per me inquietantemente mediocre osannato da molti (non si sa bene per quale ragione) come capolavoro. capolavoro de che??
    colin firth è bravo ma niente per cui gridare al miracolo, e geoffrey rush proprio non mi convince e non mi emoziona minimamente

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  2. è un film perfettino, ma sembra che gli manchi l'anima.
    tutti bravi, ma manca quel di più che lo rende vivo, magari imperfetto, ma vivo

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  3. Manca l'anima, manca il guizzo del regista, manca la sceneggiatura. 3 premi incredibili. Concordo solo con la statuetta a Firth.

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  4. @marco : parlare di capolavoro ( e ho sentito anche io questa definizione) mi sembra assurdo e fuori luogo; non concordo però con te sulla prova degli attori, mi sono sembrati entrambi ottimi.
    @ismaele :esatto, gli manca l'anima, è un compitino diligente, senza il minimo sussulto.
    @bruno: sui premi assegnatigli concordo in pieno, ma è anche vero che è inutile stare qui ogni anno a mostrarci stupiti ed indignati, gli Oscar questo sono e il lavoro di Hooper ne incarna alla perfezione lo spirito.

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  5. un film girato su misura per stravincere agli oscar.

    Il discorso del re è un film bellissimo, ottimi interpreti, specialmente Firth, ma l'oscar alla migliore sceneggiatura è da denuncia darla a Hooper e non a Nolan, vergogna!!

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  6. Esattamente, in quel senso intendevo che era politicaly correct; naturalmente Inception è film di altro livello, a mio avviso non si pone neppure il paragone, in tutti i sensi.

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