martedì 10 dicembre 2013

Of Freaks and Men ( Aleksei Balabanov , 1998 )

Giudizio: 7.5/10
Pornomani , freaks e l'alba del cinema

Inizio ventesimo secolo, in una San Pietroburgo dove la forza tumultuosa della modernità e dell'incalzante capitalismo che sta assorbendo tutta l'Europa, emblematicamente rappresentata da primordiali veicoli a motore che solcano il fiume e i ponti della città, Aleksei Balabanov ambienta un altro capitolo della sua rassegna cinematografica sull'aberrazione umana.
E' l'alba del cinema inteso come arte visiva , derivazione naturale della fotografia, e il regista russo ci racconta una storia in cui psicopatici ed esaltati, registi in erba e produttori senza scrupoli pongono le basi dell'industria cinematografica: ossessione per qualcuno, interesse per qualcun altro il loro ambito è la nascente industria pornografica; fin qui nulla di particolare se non che i protagonisti di questa storia sono tutti più o meno cooptati con il raggiro se non quando con la cieca violenza e il sopruso , mentre quello che sembra essere solo un prurito che cova sotto le ceneri del puritanesimo di fine 800 si trasforma presto in una trappola micidiale. Ma l'interesse dei pornomani è rivolto anche verso i "diversi", i freaks di browningiana memoria, siano esse donne cieche che scoprono le pudenda, siano essi gemelli siamesi usati come fenomeni da baraccone.

Il sospetto che Balabanov voglia con sottile gusto macabro prendersi gioco del bussiness che circonda il cinema partendo proprio dagli albori si ingenera spontaneo, ma il vero nodo intorno al quale gira tutta la storia  è il confronto tra normalità e diversità , tra ciò che è mostruoso e ciò che invece è solo natura bizzarra.
Sono più mostri ed aberranti i pornomani o i gemelli siamesi che cantano e suonano sempre in coppia, strappati alla famiglia? Alcuni momenti , pur non presentando alcuna scena particolarmente forte, sono autenticamente imbarazzanti, proprio là dove la prevaricazione diventa insopportabile. 
Balabanov ci ha abituati nel corso della sua carriera, tragicamente già interrottasi, alla rappresentazione della abiezione e della cattiveria umana, rapportandola sempre all'ambiente storico-sociale, in questo caso però , a partire dalla scelta di girare un film con tecniche di ripresa da film muto (filtri seppia, cartelli che introducono agli eventi), il regista sembra voler quasi creare un ponte tra il moderno e il passato, quasi a creare un filo conduttore; Of Freaks and Men è lavoro in cui la forza stilistica di Balabanov diventa preponderante sovrastando la struttura narrativa stessa; il film è ancora più del solito uno scorrere di immagini prima che il susseguirsi di storie ed eventi, con un finale spettacolare nella sua semplicità.
Come risultato l'opera risulta non totalmente compiuta, la storia presenta anche qualche ombra , ma ambientazione, personaggi e incisività ci sono tutte così come la rigorosità narrativa che è il caposaldo irrinunciabile per il regista russo.
Of Freaks and Men non è probabilmente il miglior film di Balabanov, ma la grandezza di questo regista sta nel fatto che anche quando il lavoro non colpisce in pieno come altri è comunque una opera che attrae e crea interesse, non risultando mai banale; quanti altri cineasti son  stati capaci di fare altrettanto?

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