giovedì 22 settembre 2011

Come drink with me ( King Hu , 1966 )

Giudizio: 8/10
Il wuxia secondo King Hu

Uscito anche in Italia solo su dvd e con il raccapricciante titolo di "Le implacabili lame di Rondine d'oro", Come drink with me è il secondo lavoro di King Hu in veste di regista unico e costituisce ormai un pezzo di storia del cinema wuxia, insieme al seguente lavoro del medesimo regista, Dragon Gate Inn, entrambi inesauribili fonti di ispirazione e di remake di molti registi negli anni settanta, quando il genere visse un periodo di floridissima produzione anche di qualità.
Film di grande importanza quindi in cui si vede già in maniera netta l'impronta di King Hu orientata verso una narrazione che non sia solo azione e in cui soprattutto i personaggi femminili ricoprono ruoli fondamentali.
La protagonista infatti è una spadaccina formidabile, Golden Swallow, che riceve l'incarico dal padre governatore di salvare il fratello rapito da una banda di briganti che intendono usarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione del loro capo; l'ambiguità sessuale della protagonista si evidenzia in tutta la prima metà del racconto, visto che per tutti altri non è che uno spadaccino molto abile.

Con l'ausilio apparentemente involontario di un ubriacone, Drunken Knight, la nostra eroina riesce a raggiungere il tempio dove sono nascosti i banditi e ad organizare lo scambio che sarà l'inizio della resa dei conti nella quale si svelerà anche la vera identità di Drunken Knight.
Il film presenta una curiosa bipolarità: prima parte tutta incentrata su Golden Swallow, seconda parte invece su Drunken Knight: le due storie sembrano correre parallele a creare una matassa e un filo di tensione sottile che si dipana solo nel finale.
La regia di King Hu sfrutta splendidamente gli spazi: memorabile in tal senso la lunga scena iniziale della locanda in cui Golden Swallow si trova ad affrontare per la prima volta un nugolo di banditi; uno spazio chiuso in cui si respira atmosfera da saloon western, animato da movimenti lenti e da improvvisi scatti, lunghe pause in cui sono gli sguardi a far crescere la tensione. Simile come costruzione è anche la scena ambientata nel tempio in cui si svolge l'ennesimo duello.
Le scene di azione sono ottimamente orchestrate, spesso affollatissime, in cui però manca ogni sovrastruttura: due colpi di spada e schizzi di sangue che imbrattano le vesti e il viso, tutto giocato in tempi rapidi senza però frenesia.
Quello che ne risulta è insomma un lavoro bellissimo, dove pathos ed azione si coniugano in maniera eccelsa, dove risuona spesso l'invocazione alla legge e in cui i cattivi sanno esserlo fino in fondo e i buoni pure.
Quasi all'esordio di una carriera che sarà splendida, nei panni di Golden Swallow, troviamo Cheng Pei-pei, che soprattutto nella parte in cui gioca sulla ambiguità sessuale offre una bellissima interpretazione; insieme a lei nel ruolo del cattivo Jade Faced Tiger troviamo un'attore che diverrà nel tempo un veterano della Shaw Bros e cioè Chan Hung-lit, anche lui quasi all'esordio.

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