venerdì 10 marzo 2023

Ruido-Una voce che non si spegne [aka Noise] ( Natalia Beristain , 2022 )

 




Noise (2022) on IMDb
Giudizio: 7/10

Da quando il governo messicano ha rilanciato la guerra al narcotraffico che appesta la vita del paese,  la violenza che imperversa in Messico ha raggiunto livelli insostenibili, producendo, oltre a morti e feriti, circa 100 mila desaparecidos, fenomeno dietro al quale si celano i loschi traffici che fioriscono all'ombra di questo conflitto che ha ben pochi uguali nel mondo.
Traffico umano legato alla prostituzione, rapimenti a scopo di estorsione (quasi sempre conclusisi con la sparizione della vittima),  rotta dell'emigrazione gestita da bande armate, complicità di settori di polizia esercito e governo, hanno reso il paese centroamericano, cerniera fondamentale tra Sudamerica (produzione di droghe) e Nord America e Occidente (mercati finali del prodotto) un territorio dove la legalità per larghi tratti viene regolarmente stracciata.
In questo scenario che ormai da almeno un ventennio caratterizza il Messico si svolge il racconto che la regista Natalia Beristain mette al centro della sua ultima opera Ruido-Una voce che non si spegne: la protagonista è infatti Julia una donna che da molti mesi è alla ricerca di una figlia scomparsa durante una vacanza e di cui non sa più nulla nonostante la donna si sia dedicata anima e corpo per poter rintracciare la ragazza.



Nella sua instancabile opera fatta di riconoscimenti di cadaveri e di speranze andate fallite la donna si trova di fronte da un lato l'ignavia e la corruzione delle forze di polizia e dall'altro ad una fitta rete di persone che vivono la sua stessa condizione e che si battono per riuscire ad avere notizie certe sul destino dei loro cari, unita da una solidarietà solida con la quale cercano di superare il dolore di una condizione che spesso non trova una fine nè con un ritrovamento del congiunto vivo nè tanto meno morto.
La regista con molto coraggio affronta il tema dei desaparecidos in Messico senza enfatizzare o romanzare, per larghi tratti Ruido sembra quasi un film di cronaca tanto la prospettiva della regista si mantiene asettica, concentrata solo sul descrivere il meglio possibile la condizione in cui si trova la protagonista.
Ruido è chiaramente un film di denuncia, sociale e politica, che affronta una tematica contingente che solo apparentemente può ritenersi esclusivamente un problema interno al Messico, anche se ovviamente lo riguarda prevalentemente, ma è soprattutto un tentativo della regista di scavare, attraverso la storia di Julia, nell'animo di coloro che hanno dedicato la vita alla ricerca dei loro cari scomparsi.
Julia ( una straordinaria Julieta Egurrola)  abbandona il suo lavoro di artista, si separa da un marito che troppo presto, forse per non essere in grado di sopportare il peso della situazione, si arrende continuando a vivere nel silenzioso dolore, non teme di affrontare gli inetti poliziotti e funzionari governativi quanto meno complici di molte situazioni illegali, si affida alla solidarietà di chi vive il medesimo dramma, non smette di vedere cadaveri, spesso pagando i poliziotti prima che i corpi vengano portati via,  trova in una coraggiosa giornalista un appoggio insperato nella sua interminabile ricerca ,riesce forse ad avere una definitiva informazione che possa mettere a tacere il senso di frustrazione e di perenne attesa: ne esce un ritratto potente, carico di umanità e di dolore , nonostante la forza mostrata dalla protagonista.
Ruido però a fronte dei suoi molti lati positivi, presenta una particolare prospettiva che la regista ha scelto che non convince a pieno: soprattutto nel finale , ma non solo, esiste un fervore ideologico di tipo femminista militante che francamente stona con il resto del racconto: voler forzatamente caricare tutto il dolore e il dramma dei desaparecidos solo sulle forti spalle delle donne come se subissero un violenza di genere indiscriminata è una scelta che oltre che poco aderente alla realtà va ad inserire la tematica femminista in un contesto nel quale per gran parte stona.
Per tale motivo, sebbene il finale possiede una forza quasi onirica evocativa, il contesto su cui è costruito non convince molto, soprattutto perchè sembra voler circoscrivere prevalentemente al genere femminile il problema degli scomparsi e della violenza imperante nel paese.
Come detto, viceversa, il personaggio della protagonista è costruito con grande efficacia, appare da subito credibile immersa come è nel suo dolore annichilente, periodicamente rinfocolato dal suo osservare quasi in loop l'ultima videochiamata ricevuta dalla figlia prima di scomparire, incapace di fermarsi di fronte a nulla, decisa a voler metter una parola definitiva al dramma dell'attesa per potere passare a vivere il dramma della separazione definitiva; il ritratto di Julia è effettivamente il vero caposaldo del film , perchè è ricco di umanità , di dolore, ma anche di forza interiore.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Condividi