martedì 19 ottobre 2010

Detective Dee and the mystery of Phantom Phlame ( Tsui Hark , 2010 )

Giudizio: 8/10
Wuxia, fantasy e l'Imperatrice
Per una curiosa e non sappiamo quanto voluta coincidenza, l'ultimo lavoro di Tsui Hark trova approdo alla Mostra di Venezia , proprio nell'edizione in cui il suo allievo e amicone John Woo riceve un meritatissimo Leone alla carriera, quasi a suggellare un ritorno in grandissimo stile alla ribalta della coppia che ha reso grande e importante il cinema HKese dagli anni 80 in poi.
Detective Dee è un film figlio dello spirito cinese a tutti gli effetti, in cui il regista coniuga il wuxia con il fantasy, l'epicità della storia imperiale cinese con la grandiosità e la controversia dei personaggi che quella storia hanno reso ricca di eventi forse un po' distanti dal nostro modo di pensare occidentale ma che rimangono espressione di una cultura ed una tradizione che percorre tutta la Cina , intrisa di profondo spirito popolare.
Mostrando ancora una volta una padronanza tecnica che rasenta la perfezione Tsui Hark confeziona un film spettacolare, grandioso, ricorrendo ad un digitale che se da un lato spersonalizza un po', dall'altro permette prodigi tecnici stupefacenti.
I fatti si riferiscono al 690, anno in cui sta per salire al trono, dopo anni di reggenza, Wu Zetian la prima Imperatrice donna,  la quale viene osteggiata e avversata da una parte della nobiltà che vede in lei una usurpatrice; l'incoronazione avrà luogo allorquando un immenso tempio buddhista sarà terminato, un'opera faraonica intornio alla quale si tessono però trame e intrighi sottorranei con morti improvvise in circostanze misteriose. 
Per risolvere il mistero l'Imperatrice richiama dall'esilio cui lo aveva inviato  il detective Dee, abile investigatore che otto anni prima aveva osato contrapporsi a lei, e lo investe del ruolo di Giudice Supremo.
Le indagini di Dee procedono fra trappole, altre morti, misteriosi personaggi che cambiano il volto, oscure creature dotate di poteri mortali, fino al colpo di scena finale che chiarisce tutti i dubbi e gli interrogativi e che svela la congiura.
Va detto che il film è una goduria visiva come pochi e ci rende uno Tsui Hark in grandissima forma, coadiuvato nell'action direction da un  Sammo Hung più ispirato che mai , indubbiamente si rivolge più alla spettacolarità che alla descrizione dei personaggi, forse l'unico limite del lavoro, che appaiono un po' troppo schematizzati in superficie, ove si escluda la figura di Wu Zetian che emerge prepotente con la sua forza innovatrice , la sua bramosia di potere e la fortissima ragione di stato che la anima, la qual cosa non deve stupire visto che il regista stesso ha più volte dichiarato che lo scopo del film era quello di descrivere la figura dell'Imperatrice.
Per il resto combattimenti a gogo , venature serpeggianti di melodramma in perfetto stile Hkese, costumi e scenografie rutilanti a fare da sfondo alle azioni del detective , anche lui ben impregnato di ragion di stato fino quasi al sacrificio.
Il cinema Hkese è quindi vivo e vegeto come dimostra ulteriormente questo lavoro, ed è un fatto importante e foriero di future opere valide che, accanto a nuovi registi, la figura di Tsui Hark rimane lì a vigilare sulla qualità di una cinematografia  che mostra sempre segni di grandissima vitalità e qualità.
Un terzetto di magnifici interpreti contribuisce in modo determinante alla eccellente riuscita del film: Andy Lau, attore ormai da Olimpo del Cinema, Carina Lau che torna in scena dopo 4 anni e che dona un carisma affascinante alla figura dell'Imperatrice e Li Bingbing brava sia nei momenti di azione che in quelli drammatici imposti dal suo personaggio.

2 commenti:

  1. Lo attendo con grande ansia e se è vero quanto leggo da più parti, anche Tsui Hark è tornato alla grandissima.

    RispondiElimina
  2. E' un film bellissimo, fantasmagorico, eccessivo alla maniera di Tsui Hark; credo che non ti deluderà

    RispondiElimina

Condividi