lunedì 3 giugno 2013

Shackled ( Upi , 2012 )

Giudizio: 6/10
Il coniglio rosa immerso nell'incubo

Elang vive i suoi incubi notturni sempre nello stesso modo: omicidi, sangue a profusione e l'immancabile pupazzo a forma di coniglio, unica vera e stabile presenza in tutte le circostanze.
Che il protagonista abbia qualche sofferenza psicologica lo si capisce subito: la sua vita è un continuo rincorrere gli incubi notturni che lo portano a squarciare un velo sulla realtà che pian piano affiora con il passare del film, soprattutto quando si scopre che nel quartiere dove vive si nasconde probabilmente un serial killer.
I sogni inquietanti sono realtà filtrata dal subconscio oppure sono un affiorare di schegge impazzite dell'ossessione che attanaglia Elang ?
Dietro la risposta c'è la soluzione del film, thriller per certi aspetti interessante che però si perde un po' nella scelta narrativa troppo flemmatica.

L'inizio è di quelli che lasciano gli occhi incollati allo schermo: il terribile incubo che scuote Elang si trasforma in una sorta di mattanza splatter con l'inquietante ed enigmatica presenza del coniglio rosa.
Poi, man mano che la storia procede e di necessità si struttura maggiormente, appare abbastanza presto chiara la deriva che viene intrapresa, un succedersi di eventi che ti aspetti e che fanno perdere la giusta tensione.
Dal punto di vista visivo indubbiamente il film ha il suo valore e la regista indonesiana Upi dimostra di sapere creare la giusta alchimia seppur non estesa a tutta la durata della pellicola, basandosi sul valore degli incubi che albergano nel protagonista e sul clima decisamente surreale che si respira; dove invece difetta è proprio nella mancanza della tensione e della scena da salto sulla sedia, ingredienti necessari ed indispensabili per un thriller che si rispetti, seppur molto psicologico quale è Shackled.
Nel complesso comunque il film merita la visione, perchè qualcosa da regalare ce l'ha, se non altro la curiosità di chi si cela dietro il coniglio rosa di pezza.

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