lunedì 25 gennaio 2010

Them (David Moreau , Xavier Palud , 2006)

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Finalmente suspance !
Il prologo mette già le carte in tavola: madre e figlia uccise in maniera misteriosa al bordo di una strada con l'auto in panne.
Clementine e Lucas, coppia francese emigrata in Romania, dove lei insegna e lui cerca ispirazione narrativa, vivono in una grande villa alla periferia di Bucarest, vicina al luogo del delitto che apre il film.
La vita della giovane coppia sembra serena e tranquilla, fino a quando una notte, allertati da strani rumori, si ritrovano assediati in casa da presenze ignote molto male intenzionate; fuggire dalla casa, unica apparente possibilità di salvezza, non serve a nulla, saranno braccati nei boschi prima e in bui e squallidi sotterranei poi.
Sfruttando tutto ciò che decennni di cinema di genere hanno sfornato , i due giovani registi francesi dirigono un thriller di quelli veri, che incollano allo schermo e che coinvolgono; la storia è quanto di più banale e semplice, non ci sono funambolismi tecnici o trovate rivoluzionarie, ma attingendo a piene mani a schemi , situazioni e tecniche classici ottengono un risultato ottimo, un crescendo lento e inesorabile di tensione, angoscia e paura come di rado ultimamente è capitato di vedere negli horror-thriller.

Location tipica da horror quasi di stampo raimiano, immagini notturne e colori spenti, buio pesto appena rotto da fugaci bagliori, suoni sinistri, telecamera a spalla dall'andatura convulsa e traballante: tutto girato con grande semplicità ed essenzialità che risultano efficacissime nella riuscita del film; a ciò si aggiunge l'inquietudine che sempre accompagna la lotta contro l'ignoto e "loro" che violano la tranquillità domestica: ce n'è abbastanza per creare in 70 minuti densissimi un lungo filo di suspance che stupisce per la sua limpidezza.
Il finale , ovviamente con colpo di scena, rivolge timidamente, ma in modo chiaramente intellegibile, lo sguardo al sociale, al dramma  vero di una certa umanità dimenticata e doppiamente umiliata cui è estraneo ormai anche il senso del gioco.
I due francesini ci sanno fare, senza dubbio e si prospetta per loro un gran futuro tinto a stelle e striscie: hanno capacità tecniche da vendere ed ispirazione, speriamo solo che i dollari americani non offuschino il loro talento e che le numerose voci che hanno gridato al miracolo non debbano rimpiangere la loro trasvolata oceanica.

2 commenti:

  1. Un film che sa creare una bella tensione, anche grazie alla casa, al contesto sociale, alla fotografia.
    Hai ragione, son bravi i due francesi, peccato che abbiano sfruttato la chance americana con l'orrido remake di The eye.

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  2. Sicuramente hanno talento, non ho visto il remake, ma son sicuro che , almeno a livello visivo, è ben fatto; poi operazioni simili sono spesso votate al fallimento.

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