venerdì 3 dicembre 2010

The way we are ( Ann Hui , 2008 )

Giudizio: 7.5/10
L'altra faccia di Hong Kong


Il penultimo lavoro di Ann Hui conferma , anche se a livelli probabilmente inferiori rispetto all'ultimo Night and fog , la bravura della regista e la sua grandissima sensibilità artistica che ne fanno una delle cineasta viventi più importante oltre che longeve.
In The way we are, la regista HKese ambienta una storia con forti tratti minimalisti nella new town di Tin Shui Wai costruita a partire dagli anni 80, che nell'immaginario costiituisce il contraltare popolare e depersonalizzato della metropoli ex colonia britannica: un luogo irto di palazzoni popolari grigi che si lanciano verso il cielo, sorti dove fino a 40 anni prima c'erano acqua e paludi.
Il film è comunque lontano dall'avere pretese sociali e antropologiche, molto più concretamente è la solitudine, il disfacimento della famiglia e la solidarietà che Ann Hui descrive prendendo a pretesto una donna che vive sola col poco più che adolescente figlio intorno a cui ruotano pezzi di legami famigliari molto flebili e una vicina di casa anch'essa sola.
La regista , con indubbio garbo ed eleganza, posa gli occhi sui gesti di tutti i giorni: il lavoro presso un supermarket, le visite alla madre malata, il bigellonare del ragazzo in attesa di sapere come è andato l'anno scolastico, i fugaci e frivoli incontri con i parenti stretti, momenti di vita quotidiana all'ombra della new town che in altri frangenti ha scataenato fantasie cinematografiche ben più violente e vivaci.
E' proprio questo senso di quotidianità, vissuto con il vuoto intorno dalla donna ,che permette ad Ann Hui di costruire un ritratto bellissimo che nella sua semplicità arriva addirittura a commuovere; non una figura drammatica come la protagonista di Night and fog, ma una donna che sembra avere dato e, al contempo. perso tutto, cui non rimane neppure un puntello, grido di allarme celato per una disgregazione della famiglia cui la donna sa opporre solo la sua semplicità di vita e il suo candore sentimentale.
Percorrendo sentieri che spesso si addentarno negli spazi più intimi, la narrazione, non certo con ritmi forsennati, procede lineare nella sua descrizione anche grazie ad un ottimo uso della camera da presa che sa alternare primi piani e campi lunghi e ad una crescente sensazione di empatia che trasmette la protagonista, la bravissima Paw Hee-ching.
La messe di premi raccolta da The way we are conferma l'altissimo reputazione che , giustamente, Ann Hui gode nel panorama cinematografico HKese, di cui rimane a tutt'oggi una delle  protagoniste più importanti , capace di sapere raccontare una storia in cui al centro svetta lo sguardo nel fondo dell'animo umano.

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