venerdì 22 maggio 2015

TAZZA: the Hidden Card ( Kang Hyoung-chul , 2014 )




Tajja: sineui son (2014) on IMDb
Giudizio: 5/10

Sequel del fortunato TAZZA : The High Roller del 2006 , questo lavoro coreano vede cimentarsi come regista quel Kang Hyoung-chul che solo tre anni fa diresse uno dei più fortunati lavori recenti del cinema coreano,  Sunny inno all'amicizia e alla solidarietà femminile che vedemmo anch'esso al FEFF di Udine.
La storia, tutto sommato banale e apparentemente lineare, vede la battaglia senza esclusione di colpi tra una serie di giocatori d'azzardo molto stilizzati nelle loro caratteristiche: belli e dannati, traditori, femme fatale, falsi innocenti, strozzini e farabutti vari si affannano intorno al tavolo da gioco per risolvere prima che le partite i loro fatti personali.



Ne viene fuori un film in cui i toni da commedia si alternano quasi meccanicamente con quelli del dramma, i sentimenti con le brutalità in un infinito tutti-contro-tutti che però mantiene la linea di demarcazione tra buoni e cattivi; per tale motivo alle scene di seduzione si alternano le mutilazioni tipiche dei gangster orientali, alle storie di sentimenti subentrano ben presto torbide punizioni da trafficanti d'organi.

Nella sua confezione TAZZA non si fa mancare nulla: è elegante, ha anche un certo ritmo , a volte addirittura frenetico, assistiamo a buone interpretazioni e in alcuni momenti anche le atmosfere hanno il loro valore; quello che difetta in maniera vistosa e colpevole è la profondità dei personaggi troppo indirizzati verso lo scontro e verso il ribaltamento dei ruoli repentino.
Addirittura si può affermare con ragione che il film dia il meglio di sè nei momenti in cui sono le atmosfere da commedia a dominare, mentre, come detto, quando volge lo sguardo alla gangster story e al dramma la pellicola emetti preoccupanti rumori di  scricchiolio sinistri.
Probabilmente la pletora di personaggi troppo uguali uno all'altro alla fine stanca togliendo sia la linearità del racconto che il suo interesse; a ciò aggiungiamo il minutaggio prossimo alle due ore e mezza e ben si capisce come TAZZA alla fine risulti addirittura un film noioso e prolisso dove tutta la confezione pregevole si dissolve sotto i colpi di una sceneggiatura carente in troppe parti.
Kang sceglie una storia piuttosto semplice e priva di acrobazie narrative per poi infarcirla di avvitamenti su stessa che non rendono certo un beneficio ad un lavoro che comunque in patria è stato uno degli indiscussi successi del 2014.
A fronte di uno sforzo notevole per confezionare un film accattivante , TAZZA ha la poco pregevole caratteristica di essere uno di quei film che dopo una settimana sono già entrai di diritto nell'oblio e nel dimenticatoio.

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