venerdì 13 dicembre 2019

My Brother's Name is Robert and He Is an Idiot ( Philip Groning , 2018 )




My Brother's Name Is Robert and He Is an Idiot (2018) on IMDb
Giudizio: 8.5/10

Nel Cinema , soprattutto quello moderno, esistono due tipologie di film che si trovano agli estremi della gamma percettiva: quelli ( molti)" a largo spettro"  e quelli (pochi) "on off": i primi mirano al facile risultato , al pareggio racimolato in extremis, al commento  del tipo : " sì carino , però..." oppure " non mi ha convinto a pieno però..." ; i secondi sono invece quelli che rischiano tutto, che mettono in gioco il giudizio sull'opera in maniera coraggiosa , il che non significa che siano necessariamente bei film, anzi , spesso sono dei lavori odiati e detestati, semplificando i film che si amano e si odiano senza mezze misure, on-off appunto, come un qualsiasi interruttore che non conosce posizioni intermedie.
My Brother's Name is Robert and He Is an Idiot del regista tedesco Philip Groning, autore senz'altro incline a rischiare nelle sue opere come dimostrano almeno in parte i suoi lavori precedenti, è uno di quei film che appartengono alla categoria on-off; presentato a Berlino nel 2018 , già alla sua prima proiezione ha lasciato chiaramente intendere che avrebbe pesantemente diviso la critica oltre che il pubblico, ottenendo comunque a Sitges il premio  come migliore regia.
In effetti le tre ore di durata spaventerebbero chiunque a maggior ragione nel caso di un lavoro di Groning che fa proprio dei silenzi e delle attese le sue caratteristiche principali, ma è soprattutto l'impianto narrativo del film che si presta alle più feroci critiche, perchè My Brother's Name è essenzialmente un lavoro intriso di filosofia e di idealismo teutonico quasi classicheggiante.


La trama del racconto è esilissima: è estate, e Elena deve affrontare a breve l'ultimo esame di filosofia che potrebbe aprirgli le porte dell'università, il fratello Robert si presta ad aiutarla nel preparare l'esame, lui che è ben poco propenso alle attività scolastiche ma che si nutre di filosofia applicata alla vita; i due, gemelli e legati in maniera simbiotica con evidente tendenza incestuosa, passano le giornate gironzolando nei prati e nei boschi , in contatto intimo c on la natura ; unico legame con la società e con l'ambiente fuori del loro mondo è la stazione di servizio dove si recano per comprare qualcosa o per usare il bagno.
E' chiaro che il percorso intrapreso da Elena la porterà lontano dal fratello, scindendo quel legame ferreo e carnale, così come le attenzioni del ragazzo per una coetanea amica della sorella scatenano in Elena turbamenti di pura gelosia: insomma il mondo ermeticamente chiuso in cui i due gemelli vivono sta per dissolversi, lanciando i due verso la vita adulta, verso un futuro che li potrebbe vedere divisi.
Parallelamente a ciò però dal fondo del racconto monta la rabbia e la reazione violenta che trova il primo punto di partenza nella apparentemente assurda scommessa che lancia Elena al fratello: prima della fine del week end e quindi degli imminenti esami, lei darà via la sua verginità; una sfida più al fratello che a se stessa.
Tralasciando l'evoluzione finale per non creare spoiler, possiamo affermare che la trama del film di Groning non è altro che una impalcatura che serve al regista, attraverso i discorsi e le gesta dei due protagonisti, per affrontare alcune tematiche che sono il vero nucleo della pellicola, e che fanno riferimento alla filosofia di Sant'Agostino,  di Brentano, di Hegel e soprattutto dell' Heidegger di Essere e Tempo.
Il  Tempo e l'Essere sono in ogni frammento del film vivisezionati, l'esistenza viene concepita come l'essere che si afferma nel presente che però è una illusione temporale in quanto il presente nel momento stesso in cui si sostanzia è già passato e quello che un attimo prima era il futuro si è già mutato in presente: Elena e Robert vorrebbero che la loro vita fosse sempre un eterno presente che però la separazione prossima  sta per frantumare violentemente; il loro mondo autarchico che si nutre solo di sè stessi, del loro contatto con la natura, con gli insetti e con il lago, con i fili d'erba e con le nuvole che disegnano figure in cielo è giunto alla conclusione, la separazione li porterà nel futuro e quindi nel presente fatto di mondi differenti, dove neppure l'estremo gesto di rivolta, il più potente verso la morale , l'incesto, potrà fermare il tempo e quindi la loro esistenza.

Il legame con la natura  che si configura in diversi passaggi come il più classico naturismo mistico di stampo malickiano ( in tal senso il riferimento a Badlands come  modello è chiarissimo) è anche il tentativo di fermare il tempo: la rincorsa continua a cogliere l'ultimo raggio di sole al tramonto in tal senso è un chiaro esempio di ciò.
Il continuo riflettere sulla filosofia esistenzialista attraverso i concetti di spazio , tempo, essere, esistenza e verità si innesta all'interno di una visione teutonica classica ( i temi della violenza, il rigore formale, lo stesso incesto) a formare un insieme che lentamente e senza quasi che noi ce ne accorgiamo ci trascina in una atmosfera da dramma esistenziale anche molto prima che il film viri repentinamente verso la tragedia di stampo greco: il disagio affiora sempre più chiaro e prepotente fino a dare il giusto profilo alla vita dei due protagonisti e il finale, sospeso almeno dal punto di vista della dissertazione filosofica, è invece chiaramente la sconfitta dei due : il presente è già passato ed il futuro è ormai presente, ma soprattutto sembra essere il Male che si alimenta lentamente e in maniera tragicamente oscura a spazzare via ogni riflessione  sul tempo.
Il Male è infatti il vero convitato di pietra del film di Groning: il pronunciamento sotto forma di scommessa di Elena è il primo germe del nichilismo che cresce parallelamente al raggiungimento del punto di rottura dei due protagonisti: quando il loro mondo che era un eterno presente scopre che esiste il passato ed il futuro, il nichilismo esplode stavolta in violenza addirittura gratuita.
Alcuni critici hanno voluto vedere in questo lavoro un racconto di formazione sui generis , attraverso l'avvicinamento e il tentativo di comprensione del modo con la filosofia esistenziale; se per la prima parte questa convinzione può anche essere accettata, quando la storia svolta verso le sue vette di drammaticità è chiaro che le tematiche diventano ben più universali e riguardano più l'aspetto della coscienza del tempo e l'esistenzialismo; motivo per cui la teoria del racconto di formazione sembra essere più la base sulla quali i critici più severi costruiscono le loro argomentazioni (anche piuttosto acide)al film , specialmente la prospettiva carica di disprezzo del regista verso i due protagonisti.
Non vale la pena soffermarsi sulle critiche anche feroci rivolte a Groning ( su tutte quella di presunzione nel voler trattare temi di filosofia esistenzialista in maniera non adeguata): fa parte del gioco  di cui abbiamo parlato all'inizio; è chiaramente un film, questo, che o si ama o si odia in maniera viscerale, proprio perchè alla base c'è la scelta di affrontare il racconto in una prospettiva non semplice .
Il film è di quelli che rimangono per svariato tempo nella mente, è un racconto filosofico non facile, che richiede impegno ma che una volta creata la sintonia riesce addirittura ad entusiasmare proprio laddove i critici colpiscono con più durezza e cioè nella dissertazione filosofica esistenzialista.
Come detto il regista si affida per buona perte del film all'afflato naturistico dei due protagonisti per presentare immagini che ricordano molto il Malick più formalmente severo, ma comunque in ogni momento del film l'immagine è sempre coerente con gli avvenimenti, così come la scelta della stazione di servizio come punto di incontro col mondo nel quale lo spazio ed il tempo hanno una loro definizione precisa si dimostra ben funzionale all'impianto narrativo: è un Cinema di silenzi e di immagini, di attesa e di esplosione violenta, un'opera alla quale Groning ha lavorato con meticolosità per quattro anni, proprio perchè la filosofia ( la parola) non risulti mai disgiunta dall'immagine ( il mondo); è Cinema che si eleva a qualcosa di più ampio e profondo perchè riesce a penetrare nella coscienza e nell'anima , laddove risiedono le nostre domande, i nostri dubbi , le nostre paure, i brandelli più superficiali della nostra esistenza.

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